Corso base di fotografia

Legambiente Parma organizza un corso base di fotografia, in collaborazione con il fotografo naturalista Francesco Falsi. Il corso è strutturato in sette incontri: quattro lezioni teoriche in aula al giovedì sera e tre uscite sul campo, al sabato.

Il primo appuntamento è giovedì 19 marzo alle 20:30 presso la sede di Legambiente, in via Bizzozero 19, Parma.

Il corso vuole offrire un primo approccio alla fotografia degli elementi naturali e del paesaggio, con introduzione alla costruzione dell’immagine, passando per la corretta inquadratura.
I partecipanti dovranno utilizzare la propria attrezzatura: fotocamera reflex o mirrorless, ma anche gli smartphone.

Francesco Falsi, 35 anni, ha sviluppato in particolare la fotografia naturalistica, macro e di paesaggio, divenendo collaboratore di riviste come L’Orsaro del CAI di Parma e la Rivista Nazionale del Club Alpino Italiano, per cui realizza anche foto di reportage, fra cui le recenti interviste a Reinhold Messner e Mauro Corona. Per Francesco la fotografia è “libertà, istinto ed emozione, per potersi meravigliare con tutto ciò che ci circonda”. Questo il sito dove potete apprezzare i suoi scatti.

Il corso base di fotografia è riservato ai soci di Legambiente. Il costo di iscrizione è di 90 € + 30 € di tessera Legambiente.

Il corso sarà attivato al raggiungimento minimo di 8 iscritti. La capienza massima è di 25 partecipanti. Le località delle uscite saranno concordate dal docente con gli iscritti.

Eventuali variazioni di calendario saranno concordate ed eventuali recuperi saranno fissati a discrezione del docente in accordo con l’associazione.

Questo lo specchietto con le date degli incontri:

 

Incontro

Data

Orario

1 – Aula (teoria)

Giovedì 19 marzo 2026

20.30 – 22.30

2 – Aula (teoria)

Giovedì 26 marzo

20.30 – 22.30

3 – uscita pratica

Sabato 28 marzo

mattina

4– Aula (teoria)

Giovedì 9 aprile

20.30 – 22.30

5 – uscita pratica

Sabato 11 aprile

mattina

6 – Aula (teoria)

Giovedì 16 aprile

20.30 – 22.30

7 – uscita pratica

Sabato 18 aprile

Tutto il giorno – pranzo al sacco

Info e iscrizioni: info@legambienteparma.it

Modalità di pagamento:
Bonifico bancario: Iban IT96A0623012701000004872995 intestato a Legambiente Parma
Causale: Corso fotografia + tessera associativa 2026

In alternativa si potrà versare l’intera quota in contanti nella prima serata del corso.

Salviamo l’Enza, le iniziative in programma

Si è formato un coordinamento di associazioni ambientaliste e animaliste di Parma e Reggio Emilia impegnate nella tutela del fiume Enza e del territorio della Val d’Enza. Le prime iniziative saranno l’avvio di una raccolta firme e la presentazione di proposte alternative al progetto della diga di Vetto, con una richiesta netta alle istituzioni: discutere pubblicamente scenari, impatti e soluzioni prima di assumere scelte irreversibili.
Alla conferenza stampa parmigiana sono intervenuti Rolando Cervi (presidente WWF Parma), Chiara Bertogalli (presidente Legambiente Parma) e Duilio Cangiari (portavoce del Coordinamento Salviamo l’Enza).

Non stiamo parlando solo di un’opera: stiamo parlando di un sistema fluviale vivo, che tiene insieme sicurezza, qualità dell’acqua, biodiversità e servizi ecosistemici fondamentali per comunità e agricoltura”, ha dichiarato Rolando Cervi. “Il cambiamento climatico è già qui, non possiamo fingere di non vederne gli effetti sul territorio.
Per Chiara Bertogalli, la sfida non è scegliere tra “fare” o “non fare”, ma scegliere ciò che funziona davvero nell’adattamento climatico: “La risposta alla crisi idrica non può essere una scommessa unica e rigida. Servono interventi diffusi, capaci di ridurre sprechi e vulnerabilità: gestione efficiente della risorsa, riduzione delle perdite, razionalizzazione dei fabbisogni, manutenzione del territorio. Sono misure che producono benefici misurabili e più rapidi.
Il coordinamento ha annunciato l’avvio della raccolta firme per chiedere la convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale di Parma dedicata alla gestione del bacino dell’Enza e alle scelte infrastrutturali che lo riguardano. “La trasparenza: vogliamo un confronto pubblico vero, su numeri, scenari e alternative”, ha spiegato Duilio Cangiari. “Le comunità hanno diritto di sapere quali sono i costi, quali gli impatti, quali i rischi e soprattutto quali soluzioni alternative esistono. E le alternative esistono. Chiederemo a Ireti i dati sulla qualità dell’acqua che beviamo.

Durante la conferenza stampa sono state indicate alcune direttrici di lavoro considerate prioritarie dal coordinamento. Da un lato, un pacchetto di misure orientate all’efficienza e al risparmio idrico, con riduzione delle perdite, gestione più razionale dei consumi e strumenti di monitoraggio. Dall’altro, soluzioni distribuite e modulabili, pensate per aumentare la resilienza senza concentrare impatti e rischi su un’unica grande infrastruttura, mantenendo al centro la tutela degli ecosistemi fluviali.

Il coordinamento proseguirà nelle prossime settimane con iniziative di informazione pubblica e con la raccolta firme nei mercati cittadini, con l’obiettivo di portare il tema nelle sedi istituzionali e costruire un percorso decisionale trasparente, fondato su dati aggiornati e sulla salvaguardia del territorio.
Per chi volesse aiutare o supportare la campagna ambientalista: www.salviamolenza.it