– La Rievoluzione non si ferma – L’ecoconsiglio della settimana: stiamo navigando in “Cattive acque”

Cattive acque” è il film che vi consigliamo questa settimana. Diretta da Todd Haynes, la pellicola si basa su una storia vera, la storia dell’avvocato Robert Billott che, nel 1998, si trova a combattere una battaglia ventennale contro una delle più grandi aziende chimiche, la DuPont. Qual è il capo di accusa? Aver riversato per anni e anni residui tossici nei corsi d’acqua vicini al loro impianto di produzione in West Virginia.

I residui tossici in questione (i PFOA) appartengono ai PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), composti chimici che rendono le superfici trattate impermeabili all’acqua e allo sporco. Queste molecole furono brevettate durante la seconda guerra mondiale e furono poi utilizzate nella produzione degli oggetti più disparati come tappeti, divani, pesticidi, coloranti, cera per pavimenti e detersivi. L’uso più noto è sicuramente quello legato alla produzione del teflon, materiale utilizzato come rivestimento antiaderente delle padelle e inventato proprio dalla stessa DuPont. Le PFAS sono state definite “molecole eterne” perché a causa della loro elevata stabilità sono resistenti ai principali processi naturali di degradazione, quindi una volta che entrano all’interno di un organismo ci rimangono e, con il tempo, si accumulano.

I corsi d’acqua del West Virginia sono stati così avvelenati pian piano. Il film, tendenzialmente giallo, assume delle sfumature da pellicola horror quando vengono mostrate le conseguenze dei residui tossici sui cittadini e sugli animali: mutazioni genetiche, malformazioni nei neonati, infertilità e comparsa di tumori, uno scenario simile a quello dei peggiori disastri nucleari.

La DuPont era a conoscenza degli effetti dei PFOA sulla salute e sull’ambiente? L’avvocato Billott riuscirà ad ottenere una condanna per il colosso della chimica imputato? A voi scoprirlo!

Interessante sottolineare che questa storia, così lontana geograficamente da noi, in realtà ci riguarda molto da vicino.

In Veneto, infatti, si sta tutt’oggi combattendo una battaglia molto simile a quella del West Virginia. Tutto è iniziato nel 2011, quando il CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), in seguito a diversi studi, ha riscontrato una grande quantità di PFAS nelle acque superficiali e di falda del Veneto; questa volta l’industria chimica colpevole dell’inquinamento si chiama Miteni.

Attualmente la zona interessata dall’inquinamento di PFAS è pari a 180 km2 che si estendono tra le province di Padova, Vicenza e Verona, ma la contaminazione è in continua espansione. Maggiori informazioni e dettagli su questa vicenda sono disponibili per gli interessati all’interno del dossier di Legambiente “La chimica dell’acqua”.

 

Articolo di Federica Giancecchi per Legambiente Parma

– La Rievoluzione non si ferma – l’ecoconsiglio della settimana: David Attenborough e il suo inno alla biodiversità

 

Sir David Attenborough: un nome, una garanzia. Una vita straordinaria dedicata alla scoperta della natura, delle sue mille forme, interconnessioni e fragilità. Inauguriamo i nostri consigli di lettura e visione a tema ambientale andando sul sicuro con l’ultima fatica del celeberrimo naturalista e divulgatore inglese.

Protagonista e voce narrante di tanti dei migliori documentari naturalistici firmati BBC dell’ultimo secolo, David Attenborough, raggiunti i 94 anni ci regala una nuova opera: Una vita sul nostro pianeta, disponibile da ottobre anche su Netflix. Certo non una vita qualsiasi, ma la testimonianza in prima persona di chi, nell’arco di quasi un secolo, ha visitato e ci ha fatto scoprire tutti gli ecosistemi terrestri assistendo anche, ahimè, al loro declino. Una narrazione amara, certo, scandita col passare degli anni dall’aumento della popolazione umana e delle emissioni di gas serra in atmosfera e dal parallelo diminuire della biodiversità. Il grido di allarme di una voce autorevole su cosa ci attende se continuiamo su questo percorso senza inversioni di rotta. Ma, alla fine, anche un messaggio di speranza.

Attenborough brings colour to life in new series - Screen Australia

Protagonista indiscussa del documentario è la biodiversità del nostro pianeta: l’incredibile varietà di forme di vita che lo popola e che fornisce robustezza e resilienza agli ecosistemi. Capirne l’importanza, al di là dell’indiscutibile intrinseca bellezza, è semplice: pensate, ad esempio, ad una foresta e ad un campo coltivato. La foresta cresce rigogliosa autonomamente, custodendo al suo interno migliaia di specie di vegetali, animali, funghi, batteri che forse ancora neanche conosciamo e che potrebbero racchiudere, come spesso avviene, sostanze utili anche per farmaci o altri “bioprodotti”. Il campo coltivato con un’unica specie è invece un sistema più fragile, che ha bisogno di costanti cure e input esterni per garantire rese elevate: fertilizzanti, erbicidi, pesticidi. In una foresta, se una specie si estingue, ce ne sarà quasi sicuramente un’altra che svolge la stessa funzione in grado di sostituirla, e l’ecosistema andrà avanti indisturbato. In una monocoltura, invece, una singola infezione può distruggere l’intero raccolto. Ecco spiegata, in termini banali, l’importanza della biodiversità.

Seguendo Attenborough nel resoconto delle sue esplorazioni cominciamo a notare, a partire dagli anni 70, i primi problemi. Molti animali sono sempre più rari e difficili da trovare; alcune popolazioni, come quella dei gorilla africani, sono ormai allo stremo. Negli anni 90 anche gli oceani cominciano a dare segnali scoraggianti: Attenborough e la sua troupe sono tra i primi a documentare un fenomeno bizzarro, lo sbiancamento dei coralli. Solo successivamente gli scienziati ne realizzeranno la gravità: quelle distese di bianco, seppur affascinanti, sono cimiteri sommersi. A causa dell’innalzamento della temperatura delle acque, viene meno la simbiosi tra i polipi del corallo e le alghe che solitamente forniscono loro nutrimento e colorazione e intere barriere coralline muoiono rapidamente.

La perdita di biodiversità non è una novità legata all’intervento umano. Nella storia della Terra si sono già registrate 5 grandi estinzioni di massa, dovute ad eventi catastrofici o a marcati cambiamenti delle condizioni climatiche. Quello che questa volta è diverso è la velocità del fenomeno. In appena due secoli abbiamo causato un innalzamento dei livelli di CO2 in atmosfera a cui solitamente si assiste in milioni di anni. E i tassi di riduzione della biodiversità sono così marcati che, secondo la giornalista Elizabeth Kolbert, siamo davanti a quella che lei chiama, nel suo omonimo libro, La sesta estinzione.

David Attenborough ci suggerisce che la biodiversità sia proprio la chiave di volta per uscire dalla crisi climatica, ecosistemica ed economica che stiamo vivendo. Preservandola, reintegrandola e rispettandola potremo a nostra volta prosperare. Per dirla con le parole di un altro emerito scienziato di fama mondiale, Edward O. Wilson, nel suo saggio La diversità della vita: “ogni frammento di diversità biologica ha un valore inestimabile: frammento che dobbiamo imparare a conoscere, a conservare gelosamente, e comunque a non abbandonare mai senza lottare”.

 

Articolo di Marta Lauro per Legambiente Parma

Comunicato Stampa 17.11.20: Legambiente chiede al sindaco di ritirare la delega al verde all’assessore

Legambiente apprende con stupore che il parcheggio selvaggio nelle bassure della Cittadella era stato regolarmente autorizzato dall’assessorato al verde pubblico del Comune.

La vicenda della Cittadella ha assunto toni grotteschi.

Legambiente ricorda che nel settembre scorso un centinaio di auto e furgoni, in occasione di una manifestazione mercatale, invasero i prati ai lati della Cittadella, inferendo una ferita all’ambiente del parco e al decoro e rispetto di un’area monumentale. Rendendo chiaro il senso che, per questa Amministrazione Comunale, in nome del “Dio denaro”, della “Parma da mangiare” tutto è concesso, si deroga con superficialità ad ogni regola.

Le proteste per quei parcheggi selvaggi furono ampie e vivaci. In quel week-end, tristemente, le segnalazioni di cittadini ed associazioni, fatte in tempo reale, caddero in un silenzio assordante da vigili e referenti del Comune: nessuna spiegazione e nessun intervento. Ancora un mese dopo un’imbarazzante risposta pubblica di un assessore che ammetteva di non sapere cosa fosse successo.

Oggi a, due mesi di distanza, apprendiamo che l’assessore al verde (sigh) aveva autorizzato il parcheggio nei prati della Cittadella, peraltro smentendo platealmente sé stesso, dato che il 29 settembre, nella commissione consiliare dedicata alla Cittadella, con Legambiente presente assieme ad altre associazioni e cittadini, l’assessore negò ogni autorizzazione al parcheggio nelle bassure. 

Lo stesso assessore è il fautore del masterplan sulla Cittadella che prevede interventi cementificatori nel parco, per un sempre più massiccio utilizzo per eventi, fiere e mercati.

A parere di Legambiente quanto accaduto a settembre, con il parcheggio selvaggio, è solo l’avvisaglia di quanto succederà se quel masterplan sarà attuato e motivo sufficiente per opporsi.

Sempre in riferimento al rispetto e alla tutela del verde urbano, nonostante pareri tecnici, suggerimenti e critiche avanzate costantamente in modo propositivo, assistiamo in questi giorni alle puntuali capitozzature e tagli, pesanti e indiscriminati di alberi nei parchi e nei viali cittadini, come accade, purtroppo, ogni autunno (e non solo) da otto anni a questa parte. Il tutto senza un’adeguata comunicazione e trasparenza nei confronti dei propri cittadini, dai quali riceviamo costanti segnalazioni.

Crediamo che la misura sia colma – afferma il Direttivo di Legambiente Parma – e ci appelliamo al sindaco affinché ritiri la delega al Verde pubblico all’assessore Alinovi e, quanto prima, sostituisca il funzionario responsabile del verde urbano, per manifesta incapacità e insufficiente tutela del patrimonio naturale pubblico.

Riteniamo, inoltre, che vadano anche avvicendati i consulenti agronomi che, evidentemente, non sono aggiornati sulle corrette tecniche di potatura degli alberi”.

Vinci un albero con il contest di Festa dell’Albero 2020

Ogni anno, il 21 novembre, Legambiente celebra Festa dell’albero, una giornata per ricordare l’indispensabile contributo degli alberi alla vita sul nostro pianeta e i fondamentali servizi ecosistemici che ci offrono. Sono tante infatti le funzioni che gli alberi svolgono silenziosamente ogni giorno; per citarne alcune: sequestrano anidride carbonica e restituiscono ossigeno all’atmosfera, mitigano gli effetti del cambiamento climatico, proteggono la biodiversità, offrono cibo e riparo e prevengono il dissesto idrogeologico.

Solitamente l’evento prevede la messa a dimora di nuovi alberi da parte dei membri dei circoli locali insieme agli studenti delle tante scuole italiane che aderiscono all’iniziativa. Quest’anno, purtroppo, il proseguire della situazione di emergenza sanitaria ci impedisce il normale svolgimento delle attività previste. Il circolo di Legambiente Parma vuole comunque sottolineare l’importanza degli alberi nel contesto urbano, anche e soprattutto in un anno difficile come questo. Abbiamo quindi deciso di lanciare un contest virtuale in occasione di Festa dell’Albero 2020!

Ecco le istruzioni per partecipare:

  • Raccontaci con un’immagine (foto/disegno/logo) o un testo (frase/poesia) l’importanza degli alberi in città!
 
 
  • In occasione di #Festadellalbero2020, le nostre volontarie di servizio civile annunceranno i vincitori. I primi 2 classificati riceveranno in premio un albero da frutto!

Cosa aspetti? Mandaci la tua creazione e segui i nostri canali per info e news sull’evento!

 

 

Ecosistema Urbano: lunedì 9 novembre webinar di presentazione del report annuale

Come ripartire dopo un’emergenza globale che ha cambiato per sempre il Mondo, in un momento decisivo nel quale è necessario decidere in che direzione dovrà andare l’Italia del post-Covid e in che modo. Come utilizzare il potenziale rappresentato dal Recovery Fund farà la differenza. Bisognerà velocemente scegliere se affidarsi a vecchie ricette, superate dalla storia e certamente inadeguate nel mondo di oggi, oppure proiettarsi con coraggio verso un futuro più sostenibile, smart e a misura d’uomo. Città e Sindaci sono il fulcro di questa scelta di indirizzo.

Quello che serve è un vero Green New Deal made in Italy: Lotta alla crisi climatica, economia circolare, innovazione industriale, mobilità ad emissioni zero, agroecologia, aree protette, turismo sostenibile, lotta all’illegalità ambientale, sviluppo della banda ultralarga, finanza etica. Sono questi i temi su cui sarà decisivo concentrarsi e le città ne saranno le principali cartine di tornasole.

Tra l’altro gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU già spingono da tempo le città verso una sfida decisiva: assicurare la crescita economica e sociale, di green economy e green jobs, delle infrastrutture, dei servizi e delle opportunità per le
persone – senza danneggiare ulteriormente il territorio e depauperare le risorse. Facendosi anzi portatrici sane di azioni per energia e acqua pulita, per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, per un’urbanizzazione inclusiva, partecipativa ed ecologica, per l’accessibilità, per la riduzione di smog, rumore, rifiuti e, più in generale, per far progredire la salute, il
benessere, la qualità della vita delle persone.

Di questo si ragionerà il prossimo 9 novembre nel webinar dedicato alla presentazione del nuovo rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole24Ore. Ne parleranno, assieme a Legambiente, Sole24Ore e Ambiente Italia, alcuni Sindaci di città italiane al centro di questa nuova sfida post emergenza. Segui il webinar in diretta sul sito lanuovaecologia.it, sulla pagina Facebook e il canale YouTube di Legambiente.

Legambiente Parma sulle decisioni degli ultimi mesi sul territorio: Parma città “fast-food”?

Siamo molto preoccupati per le notizie riguardanti la città e il territorio parmense che si stanno accumulando negli ultimi mesi.

Le scelte di gestione e trasformazione della città sembra siano finalizzate soltanto ad un intenso sfruttamento con vantaggi economici temporanei ma con impatti a lungo termine.

Non vediamo nessuna lungimiranza nel progetto di restyling della Cittadella come parco-eventi, nello sfruttamento del Parco Ducale come parcheggio e passaggio della 1000 miglia, nel cercare di riaprire il cantiere di un ennesimo ed inutile centro commerciale, nella corsa alla costruzione dell’aeroporto cargo e nella legalizzazione di un abuso strutturale e ambientale come il Ponte Nord.

Le nostre preoccupazioni sono supportate e condivise dalla stessa cittadinanza e da molte altre realtà e associazioni del territorio ma ciò non sembra sufficiente all’amministrazione.
Non si tratta di mera opposizione ma di profonda preoccupazione.

Mancano chiarezza, trasparenza, una visione reale di futuro e rispetto verso il territorio e la popolazione.

Vorremmo ricordare all’amministrazione che stiamo parlando di “cosa pubblica” che rimarrà in eredità alla cittadinanza anche dopo il loro mandato.

È necessario smettere di usare termini come  “sostenibilità” e “green” come collutorio al mattino e agire realmente verso questa direzione.

O vogliamo davvero puntare ad una città fast-food?

Una firma per la Cittadella: Legambiente Parma sostiene la petizione del comitato civico La Cittadella Futura

Legambiente Parma, insieme a tante altre associazioni del territorio e cittadini, è fortemente preoccupata per il futuro del Parco Cittadella e teme la compromissione della sua identità storico-culturale, ambientale e sociale a seguito della presentazione del progetto di “restyling” proposto dall’amministrazione comunale, datato 2017 ma  ad oggi ancora poco chiaro sulle effettive modalità di intervento e sui relativi impatti.
Per questo sosteniamo il nuovo Comitato civico “Cittadella futura”, nato dall’unione di enti, associazioni e cittadini ed invitiamo a firmare la petizione per chiedere maggiore rispetto e trasparenza  sulle sorti di un Parco che è molto più di “uno spazio vuoto da riempire”.
E’ possibile firmare la petizione in diversi punti della città e ance  presso la nostra sede, al primo piano dell’ex-Cascina Bizzozero (ogni martedì e mercoledì dalle 15:00 alle 17:30) presso il banchetto dedicato.
Di seguito l’elenco completo delle sedi in cui poter firmare la petizione:

 Riportiamo inoltre al link, per chi fosse interessato, il testo completo della Petizione Cittadella Futura stilata dal comitato di cui fa parte, tra gli altri, anche Anna Kauber: regista, paesaggista ed importante membro del nostro direttivo che sta seguendo da vicino la questione in tutti i suoi sviluppi.
Vi aspettiamo in sede e contiamo sulla vostra firma per il futuro della Cittadella!
FOTO IN EVIDENZA DI CHIARA BERTOGALLI

Dal tempo del coraggio al tempo della coerenza: la mobilitazione associativa per la ripartenza del Paese

XX Assemblea dei circoli Legambiente

26- 31 ottobre 2020 

Come ogni anno con l’autunno arriva anche il nostro consueto appuntamento di scambio, confronto e discussione interna. Quest’anno siamo giunti alla XX Assemblea nazionale dei circoli, un’edizione speciale, anche per le sue le modalità di svolgimento dettate dal periodo particolare che stiamo vivendo.

Il prorogarsi dell’emergenza Covid-19 e delle disposizioni governative a riguardo non consentono di riuscire ad organizzare la nostra Assemblea dei circoli in presenza.  Abbiamo quindi scelto la formula di partecipazione on line. Ci attrezzeremo con le piattaforme e le formule migliori per garantire la partecipazione più semplice ed efficace per tutti.

Continua intanto, come abbiamo iniziato a fare dalla scorsa primavera durante il lock-down, l’attività di formazione interna con incontri, seminari e appuntamenti online, una modalità che favorisce il confronto e la partecipazione di circoli provenienti da diverse parti d’Italia. Su questo vi invitiamo a continuare a segnalarci gli incontri che avete in programma e a proporne di nuovi così da poterli condividere con tutta l’associazione.

Vi informo infine che stiamo pianificando un’assemblea aperta a tutti i circoli nel fine settimana del 7-8 e 9 maggio 2021 in presenza per tornare a confrontarci e a scambiarci esperienze ma soprattutto a vederci tutti insieme e di persona. Chiaramente l’appuntamento lo confermeremo più in là in base a come evolve l’attuale emergenza sanitaria.

L’obiettivo dell’assemblea dei circoli 2020 è quello di riprendere la discussione collettiva sulle 5 sfide congressuali: un confronto importante e necessario per restituire il lavoro avviato al congresso e portato avanti in questi mesi, aggiornandolo e attualizzandolo alla luce dell’attuale dibattito sul recovery plan italiano e sul Next Generation EU e sulle scelte che condizioneranno dal punto di vista economico, ambientale e sociale i prossimi anni.

Anche se la modalità online richiede contributi e interventi sintetici e puntuali, vista la modalità di svolgimento online degli incontri, i seminari saranno strutturati per garantire la massima partecipazione e il contributo attivo dei circoli, sia nella messa a comune delle esperienze che sul piano del confronto e della discussione.

La distribuzione degli incontri durante tutta la settimana ci permette inoltre di facilitare la partecipazione e la concentrazione sui vari temi.

Di seguito la presentazione dei seminari tematici e dell’assemblea plenari.


Lunedì 26 ottobre dalle 17 alle 20

Lotta alla crisi climatica

Con Edoardo Zanchini, Vicepresidente e il gruppo di lavoro tematico 

La transizione energetica verso le fonti rinnovabili e l’azzeramento delle emissioni di gas serra è una sfida su cui il Pianeta deve assolutamente accelerare per evitare impatti sociali e economici drammatici. Discuteremo delle priorità su cui lavorare nei prossimi anni per contribuire al raggiungimento di questo obiettivo: comunità energetiche, mobilità urbana sostenibile, biodiversità agricola e naturale. Ci confronteremo sulle iniziative da portare avanti, parleremo di alleanze, di mobilitazione e di partecipazione dei cittadini.


Martedì 27 ottobre dalle 17 alle 20

Economia circolare e civile

Con Giorgio Zampetti, Direttore generale e il gruppo di lavoro tematico

È arrivato il momento per la transizione ecologica dell’economia e del mondo del lavoro. Ci lavoreremo su tre priorità: l’economia circolare, che rappresenta il fronte più avanzato per il cambio del paradigma economico che deve essere accompagnato da regole, impianti e un mercato che ne garantiscano lo sviluppo; la cittadinanza attiva in favore di una finanza compatibile con fattori ambientali, sociali e di corretta gestione d’impresa (ESG); la costruzione di un tessuto economico civile praticato nei territori inclusivo, partecipato e sostenibile. L’incontro intende costruire alleanze nazionali, regionali e territoriali per affrontare il tema, far emergere e moltiplicare le buone pratiche e costruire strategie condivise per il raggiungimento degli obiettivi congressuali.


Mercoledì 28 ottobre dalle 17 alle 20

Ambiente e legalità

Con Enrico Fontana, Resp. Ambiente e legalità e il gruppo di lavoro tematico

Dal rilancio dell’Osservatorio nazionale Ambiente e legalità alla nuova campagna per la demolizione delle case abusive, dopo le norme approvate nel Decreto semplificazioni. Dalle vertenze sviluppate in collaborazione con i Centri di Azione giuridica alle attività di educazione su ambiente e legalità nelle scuole. Durante l’incontro verrà, inoltre, approfondita l’agenda di Legambiente nella lotta contro le ecomafie e discuteremo insieme le priorità associative da condividere.


Giovedì 29 ottobre dalle 17 alle 20

Giovani e partecipazione

Con Serena Carpentieri, Vicedirettrice e il gruppo di lavoro tematico

Il volontariato, il coinvolgimento e l’attivismo di sempre più persone è un elemento cruciale per la nostra associazione. Discuteremo delle priorità su cui lavorare nei prossimi anni: il rafforzamento dell’organizzazione, il miglioramento della comunicazione e la sperimentazione di nuove modalità di formazione e azione. Saranno presentate e discusse alcune proposte a cui hanno lavorato i giovani che hanno partecipato allo Youth Climate Meeting di settembre.


Venerdì 30 ottobre dalle 17 alle 20

Periferie e giustizia sociale

Con Vanessa Pallucchi, Vicepresidente e il gruppo di lavoro tematico

La pandemia ha evidenziato in maniera ormai innegabile la necessità di affrontare le disuguaglianze sociali e territoriali che colpiscono milioni di persone. Parliamo delle periferie urbane soggette a marginalità e degrado, che oggi, invece, possono essere nuovi spazi di integrazione e innovazione, e delle aree interne e dei borghi che vivono forti fenomeni di spopolamento e isolamento ma che vengono anche considerate le aree su cui investire per un nuovo ed equilibrato sviluppo del Paese. La sfida associativa è quella di essere presenti e attivi in questi territori in maniera più incisiva, costruendo alleanze e protagonismo dei cittadini per contrastare le ingiustizie ambientali e sociali e garantire a tutte e tutti l’accesso a una ricchezza comune fatta di qualità ambientale e sociale.


Sabato 31 ottobre dalle 9.30 alle 13.30

Assemblea plenaria: partecipano l’Assemblea dei delegati, il Consiglio nazionale e i Circoli.

Cercasi Green deal italiano disperatamenteDiscussione sui contenuti e strumenti per una mobilitazione ampia, trasversale ed efficace

9.30: apertura dell’assemblea. Giorgio Zampetti, Direttore generale

9.45: restituzione dei seminari sulle priorità congressuali a cura dei Coordinatori

10.30: apertura della discussione. Stefano Ciafani, Presidente nazionale


La partecipazione è riservata a Circoli e soci di Legambiente.

E’ necessaria l’iscrizione agli appuntamenti compilando questo form entro il 22 ottobre. Riceverete il link e le istruzioni per collegarvi all’indirizzo e-mail che segnalerete nel form.

Vi aspettiamo numerosi per un confronto bello, interessante e costruttivo come sempre.

 

Torna al Cinema D’Azeglio a 10 anni dalla prima il film Il suolo minacciato

Le associazioni promotrici: Il messaggio del film resta più che mai attuale. Manca ancora una legge nazionale contro il consumo di suolo e servono scelte più coraggiose per salvare quello della Food Valley

 

Proiezione martedì 6 ottobre alle ore 21.00 con ingresso libero – Seguirà dibatto con autore e associazioni

Martedì 6 ottobre alle ore 21.00 torna al Cinema D’Azeglio, a 10 anni dalla prima proiezione, il film documentario “Il suolo minacciatoDalla Food Valley un allarme contro il consumo di territorio” diretto da Nicola Dall’Olio e prodotto nel 2010 da Legambiente e WWF Parma insieme a LIPU e al Circolo II Borgo.

Premiato al Festival Cinemambiente di Torino e vincitore del Via Emilia Doc Fest, il film ha avuto un’ampia diffusione in tutta Italia e continua tuttora ad essere proiettato per l’intatta attualità del suo messaggio.

Nonostante sia cresciuta la sensibilità sul tema, il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo ad opera della espansione urbana e infrastrutturale non si è infatti fermato e continua a produrre pesanti impatti ambientali come documenta ogni anno ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nel proprio rapporto annuale: nel 2019 sono stati 57 Km quadrati di suolo sigillati in Italia, al ritmo di 2 metri quadrati al secondo.

Purtroppo, nella classifica al contrario di chi consuma più suolo, la Food Valley parmense negli ultimi anni si è ritrovata ai primi posti, in gran parte a causa della realizzazione della bretella autostradale Fontevivo – Trecasali e delle opere stradali connesse.

Impermeabilizzare suolo, oltre a ridurre irreversibilmente la capacità produttiva agricola, comporta la perdita di biodiversità e di fondamentali servizi ecosistemici che si traducono in costi collettivi e in aumento di fattori di rischio, come ad esempio quello idraulico. Proprio per questo l’Unione Europea ha fissato l’obiettivo del saldo zero di consumo di suolo entro il 2050. L’obiettivo europeo non è stato però ancora recepito a livello nazionale. Dal 2011 sono stati depositati e discussi in Parlamento diversi disegni di legge per il contrasto al consumo di suolo, ma nessuno di questi è stato mai approvato.

In Emilia-Romagna è stata adottata nel 2017 una legge urbanistica che assume formalmente l’obiettivo del saldo zero di consumo di suolo, ma proprio di recente l’assemblea legislativa regionale ha votato una modifica della legge che proroga da 3 a 4 anni la durata delle previsioni di espansione urbana dei previgenti piani regolatori comunali. La legge inoltre esclude dal conteggio del consumo di suolo quello causato dalle opere infrastrutturali.

Gli stessi segnali contraddittori tra obiettivi generali e scelte attuative si ritrovano nel Piano strutturale del Comune di Parma che se, da un lato, ha ridotto le previsioni in alcune aree, dall’altro, prefigura una forte occupazione di suolo sull’asse dell’infrastruttura aeroportuale.

Il tema del film rimane quindi quanto mai attuale. La proiezione sarà occasione per fare il punto su cosa è effettivamente cambiato in questi dieci anni e su cosa occorre ancora fare per fermare il consumo di suolo in un’epoca in cui si è capita l’importanza di avere garantita la sicurezza alimentare. Alla fine del film ne parleranno l’autore Nicola Dall’Olio e le associazioni promotrici Legambiente ParmaWWF Parma,  Circolo Il Borgo e LIPU. Modera l’incontro Francesco Dradi.

La proiezione si terrà nel rispetto delle disposizioni anti-Covid-19. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. E’ gradita la registrazione on-line attraverso il seguente modulo:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdbPQmGDM54Rc3wq4SpUKbdnnuk-ETQ-pIk-PHN623hEN7yFQ/viewform

QUALE FUTURO PER LA CITTADELLA DI PARMA?

A seguito della presentazione in VI Commissione consiliare “Lavori pubblici” del Comune di Parma del Masterplan del progetto di “restyling” del Parco della Cittadella, avvenuto martedì 28 settembre, è stata indetta una conferenza stampa, ieri 02 ottobre 2020 presso i portici della nostra sede.

Il progetto di restyling risale al 2017  ed è tornato a preoccupare i cittadini in seguito ad alcune recinzioni apparse nel Parco durante l’estate, questo ha portato i portavoce di Europa Verde ad interpellare le associazioni e ad analizzare in profondità il masterplan pubblicato, di seguito l’articolo di repubblica sul lancio del progetto:

https://parma.repubblica.it/cronaca/2017/04/21/news/parma_ecco_il_restyling_della_cittadella-163562931/

Dallo studio del masterplan sono nate delle osservazioni che hanno portato alla partecipatissima commissione consiliare di giorno 28,.

https://parma.repubblica.it/cronaca/2020/09/30/news/parma_scontro_in_commissione_sul_progetto_della_cittadella-268950747/

La conferenza di ieri è stata molto partecipata nonostante la pioggia e ha evidenziato la forte necessità di una maggiore trasparenza sul progetto in realizzazione e una maggiore esigenza di coinvolgimento della cittadinanza. Le parole di Laura Dello Sbarba di ADA, Fausto Pagnotta, docente dell’università di Parma (sociologia dei processi comunicativi per la rigenerazione urbana), Anna Kauber , Ximena  Malaga Palacio portavoce di Europa Verde e Marta Mancuso, presidente Legambiente Parma hanno toccato diversi aspetti, riassunti in un documento che è stato distribuito ai presenti (è possibile richiederlo inviando una email a info@legambienteparma.it)

Condividiamo le Parole di Anna Kauber, anche prezioso membro del nostro direttivo:

La cultura ambientalista tratta il tema della natura in considerazione dei contesti specifici dove questa si esprime e prende forma, secondo una visione ampia e attenta alla conservazione della natura, del patrimonio culturale, delle qualità dell’ambiente di vita, misurandosi sempre con le differenti caratteristiche ed esigenze particolari dei luoghi.

Il Parco della Cittadella è una “presenza” antica della città, nato da un lungo processo di stratificazione evolutiva (formale e materica) e quindi dalla stretta relazione fra architettura preesistente e natura. Gli alberi e i manti erbosi (“materia vivente” di immensa valenza ecologica) organizzano la trama spaziale del sito con grande efficacia, esaltano il monumento e ne sono diventate parti integranti. Le preesistenze architettoniche e l’opera di ‘naturalizzazione’ sono quindi percepite dalla collettività cittadina come spazio-ambiente unico. In quest’epoca geologica chiamata ‘antropocene’, è proprio il limitato segno antropico, la sua immagine NON costruita e di (apparente) ‘naturalità spontanea’ a rendere unico e speciale lo “spirito del luogo” della Cittadella, tanto cara a tutti i cittadini e ammirata dagli stranieri in visita. Un parco esemplare di alberature e prati liberi, con pochi, semplici attraversamenti, la cui concezione, nelle dovute proporzioni, possiamo paragonare a Hyde Park a Londra, o Central Park, parte settentrionale, a New York e/o a tanti altri parchi europei, anche di recente formazione (Parco André Citroen a Parigi o Maobit a Berlino).

La sua spazialità aperta e, tranne poche eccezioni, priva di una specifica destinazione d’uso, si adegua in modo versatile alla fruizione spontanea e diversificata di tutti i cittadini, adattandosi alle differenti esigenze della componente sociale (differenziata per età, per etnia, per bisogni e modalità di fruizione). Luogo molto amato e frequentato, dal forte valore identitario e di memoria collettiva, questo nostro Parco cittadino è l’espressione perfettamente riuscita e consolidata di un equilibrato sistema natura-cultura il quale – nella propria storicizzata organizzazione fisica, simbolica e formale – risulta pienamente rispondente ai bisogni sociali della comunità e alle necessità  più urgenti delle nuove sfide ambientali e climatiche.

Per tutti questi motivi, ne chiediamo la completa tutela e salvaguardia, partendo dalla sua attuale forma/immagine integrale e arrivando alla biodiversità delle sue singole componenti vegetali costitutive, di suolo, di alberi, di cespugli e di prati.

La presidente Marta Mancuso, ha concluso esprimendo le preoccupazioni relative all’impermeabilizzazione del suolo, in particolare rispetto all’uso verso cui è orientata la progettazione:

Nell’eventualità si vogliano fare degli eventi, non sono i parchi a doversi adattare agli eventi, ma gli eventi a doversi adattare ai parchi. E’ necessario ripensare e rimodulare l’uso dei parchi, non è più possibile pensare che se un mezzo che passa su un prato porta alla formazione di fango, allora piuttosto che eliminare il passaggio dei mezzi si asfalta il prato. Non possiamo più permetterci di non pensare alle conseguenze che il continuo consumo di suolo comporta, soprattutto in un’area come quella del parmense, già fortemente martoriata da questo punto di vista

 

Di seguito alcuni degli articoli che hanno parlato della conferenza e dei diversi interventi:

https://www.ilparmense.net/associazioni-ambientaliste-parma-no-progetto-nuova-cittadella/

https://parma.repubblica.it/cronaca/2020/10/02/news/restylong_della_citttadella_a_parma_gli_ambientalisti_non_mollano_il_comune_faccia_un_passo_indietro_-269219926/

https://www.gazzettadiparma.it/gweb/2020/10/03/news/gli_ambientalisti_no_a_questo_restyling_troppo_cemento_-4318589/

E’ possibile visualizzare alcune delle foto nella nostra pagina Facebook:

https://www.facebook.com/legambienteparma/