VIVI LA RIEVOLUZIONE! NUOVO BANDO SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

È aperto il Bando per il Servizio Civile Universale 2020/2021.

Sono disponibili 4 posti per il progetto “VIVI LA RIEVOLUZIONE”  che si svolgerà presso la nostra sede di Legambiente Parma in Via Bizzozero 19/A.

La scadenza per presentare domanda è fissata alle ore 14.00 del giorno 15 febbraio 2021.

Di seguito i dettagli del progetto e del bando:

Progetto Vivi la rievoluzione

Bando Arci Servizio Civile 2021

Quest’anno la candidatura potrà avvenire esclusivamente Online collegandosi al seguente LINK

Ricordiamo che è NECESSARIO essere in possesso delle credenziali SPID per accedere.

Il progetto si inserisce all’interno  del programma“I BENI ARTISTICI, CULTURALI E AMBIENTALI IN EMILIA” a cui hanno aderito 5 Comuni, 4 associazioni, 2 istituti culturali, una fondazione e una azienda USL per complessivi 37 posti. Di seguito l’elenco degli enti, la sede, i posti disponibili nonchè i riferimenti per chiedere informazioni.

Il Servizio Civile Universale è un’opportunità per i giovani del territorio di dedicare un anno della propria vita ad un impegno di solidarietà, per il bene comune e la coesione sociale. L’indennità mensile è pari a euro 439,50 netti per un servizio di circa 25 ore alla settimana (1.145 ore in un anno).

Le informazioni complete sono reperibili sul sito https://www.serviziocivile.gov.it/  e sul sito www.arciserviziocivile.it e sui siti internet degli enti sotto indicati, dove sono anche riportate le schede sintetiche dei progetti con le relative attività e caratteristiche.

Per partecipare alla selezione, come previsto dall’art. 14 del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, è richiesto al giovane il possesso dei seguenti requisiti minimi:

  1. cittadinanza italiana, oppure di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, oppure di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;
  2. aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda
  3. non aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

La rievoluzione non si ferma – l’ecoconsiglio della settimana: il parco Virunga e i suoi gorilla di montagna

Quella del Parco nazionale del Virunga, in Africa, al confine tra Ruanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo, è l’unica regione al mondo dove è ancora possibile trovare i maestosi gorilla di montagna. Ne sono rimasti meno di 800 esemplari, la cui conservazione è fortemente minacciata.

Il titolo del film che vi consigliamo questa settimana prende il nome dal parco stesso: “Virunga”.

La pellicola, diretta e prodotta da Orlando von Einsiedel e disponibile su Netflix, racconta la vera storia dell’ultima comunità di gorilla di montagna messa a dura prova dal bracconaggio, dalle guerriglie interne del paese, e da una potente minaccia esterna: la Soco International.

Nel 2010 infatti la società britannica Soco decide di intraprendere la ricerca di petrolio nel lago Edoardo, proprio all’interno del parco Virunga. L’azione, totalmente illegale in quanto è vietata l’esplorazione petrolifera all’interno di parchi nazionali, viene supportata dallo stesso governo del Congo che, desideroso di ottenere i consistenti guadagni promessi dalla società, decide comunque di autorizzare il progetto.

Questo comporterà un grave danno per la popolazione di gorilla che, oltre a vedersi distrutto il proprio habitat, dovrà sopportare una crescente attività di bracconaggio.

Il Parco Virunga è stato reso riserva naturale (nominato anche patrimonio dell’umanità dall’UNESCO) proprio perché è rimasto l’unico luogo sulla terra ad ospitare i gorilla di montagna. Se tutti gli esemplari venissero sterminati, il parco perderebbe il suo status di area protetta, e la Soco International e altre società sarebbero libere di sfruttare l’area a proprio piacimento.

In una vicenda in cui tutti gli uomini sembrano facilmente corruttibili, interessati al profitto più che alla sopravvivenza dell’area naturale, appaiono per fortuna i protagonisti di questa lotta per la conservazione: il custode di gorilla André Bauma, il capo guardaparco Rodrigue Mugaruka Katembo, il capo guardiano Emmanuel de Merode e la giornalista francese Mélanie Gouby, che faranno il possibile per proteggere la loro amata terra.

Nel 2013 (un anno prima della pubblicazione del film) il WWF denuncia la Soco international per violazione delle disposizioni in merito ai diritti ambientali e umani dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo (OCSE). Alla fine dell’anno successivo, anche grazie a questo film che ha mosso l’opinione pubblica portando alla luce la vicenda, il WWF vince la sua battaglia: la Soco annuncia che porrà fine alle operazioni di trivellazione.

Sempre più spesso si sente parlare di animali fortemente minacciati dal bracconaggio. Immediatamente si associano queste parole ad animali esotici, come il gorilla di montagna, la tigre o il rinoceronte e gli elefanti, privati di corni e zanne.  In realtà è importante ricordare che le specie in pericolo di estinzione e minacciate dalla caccia di frodo sono tantissime in tutto il mondo, Italia compresa. L’orso marsicano, ad esempio, entra spesso in conflitto con le comunità dei luoghi che frequenta e per questo continua ad essere vittima di fucilate, lacci e veleni. L’aquila del Bonelli, particolarmente desiderata dai falconieri, viene derubata dalle sue uova, le quali vengono vendute per migliaia di euro.

Giancarlo Ferron, guardiacaccia delle montagne vicentine, racconta all’interno del suo libro “Ho visto piangere gli animali” la realtà del bracconaggio italiano. La sua testimonianza ci fa comprendere quanto sia vicina, attuale e crudele la caccia di frodo.

Faccio il guardiacaccia e per troppe volte ho guardato negli occhi un animale che moriva e ho avuto l’impressione che stesse piangendo, forse ero io che stavo male; ma in quello sguardo liquido ho visto riflettersi, come in uno specchio, l’animale che c’è dentro di me…

 

Articolo di Federica Giancecchi per Legambiente Parma

PREBANDO SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2020

ARCI SERVIZIO CIVILE REGGIO EMILIA

Ente di Servizio Civile Universale SU00020

Enti associati:

ANPI COMITATO PROVINCIALE DI PARMA, ANPI COMITATO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA, ARCI REGGIO EMILIA – CEPAM
AUSL REGGIO EMILIA, COMUNE CASTELLARANO, COMUNE CAVRIAGO, COMUNE MONTECCHIO EMILIA, COMUNE REGGIOLO
COMUNE SASSUOLO, FONDAZIONE FAMIGLIA SARZI, ISTITUTO ALCIDE CERVI, ISTORECO
LEGAMBIENTE PARMA

 

Selezione 2020

 

Si informa che nei prossimi giorni sarà possibile fare domanda di servizio civile universale aderendo al programma presentato da Arci Servizio Civile (ente capofila) denominato “I BENI ARTISTICI, CULTURALI E AMBIENTALI IN EMILIA” a cui hanno aderito 5 Comuni, 4 associazioni, 2 istituti culturali, una fondazione e una azienda USL. Di seguito l’elenco degli enti, la sede, i posti disponibili nonchè i riferimenti per chiedere informazioni.

 

ENTE TITOLO PROGETTO SEDE ATTUAZIONE CODICE SEDE N° VOL
LEGAMBIENTE PARMA
VIVI LA RIEVOLUZIONE
LEGAMBIENTE PARMA – PARMA
140844
4
COMUNE MONTECCHIO EMILIA AMICA BIBLIO: UNA BIBLIOTECA PER TUTTE LE ETA’ BIBLIOTECA

C/O CASTELLO MEDIEVALE

167852 2
COMUNE CAVRIAGO AMICA BIBLIO: UNA BIBLIOTECA PER TUTTE LE ETA’ MULTIPLO CENTRO CULTURALE 167977 2
COMUNE CASTELLARANO AMICA BIBLIO: UNA BIBLIOTECA PER TUTTE LE ETA’ BIBLIOTECA COMUNALE CHIAVELLI 175566 3
COMUNE REGGIOLO AMICA BIBLIO: UNA BIBLIOTECA PER TUTTE LE ETA’ BIBLIOTECA GIORGIO AMBROSOLI 167816 2
AUSL REGGIO EMILIA FOLLIE D’ARCHIVIO BIBLIOTECA SCIENTIFICA CARLO LIVI – REGGIO EMILIA 175571 4
ANPI COMITATO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA LA MEMORIA – ESSERCI E’ IMPORTANTE ANPI COMITATO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA – REGGIO EMILIA 140604 2
ANPI COMITATO PROVINCIALE DI PARMA LA MEMORIA – ESSERCI E’ IMPORTANTE ANPI COMITATO PROVINCIALE DI PARMA – PARMA 140724 2
ISTORECO LE VIE DEL RICORDO 2020 ISTORECO – REGGIO EMILIA 142470 3
ISTITUTO ALCIDE CERVI LE VIE DEL RICORDO 2020 ISTITUTO ALCIDE CERVI 142466 3
FONDAZIONE FAMIGLIA SARZI LE VIE DEL RICORDO 2020 FONDAZIONE – CAVRIAGO 142266 2
ARCI REGGIO EMILIA – CEPAM SEGNALE RADIO – MUSICA E CULTURA PER IL SOCIALE ARCI REGGIO EMILIA – CEPAM -– REGGIO EMILIA 140732 4
COMUNE DI SASSUOLO UN PALAZZO A PORTATA DI MANO COMUNE 167917 4

 

Riservato a:

I giovani hanno compiuto 18 anni e non superato i 28 anni (28 anni e 364 giorni) alla data di chiusura del bando e faranno domanda sulla piattaforma DOL (domande on line) entrando con le proprie SPID (https://domandaonline.serviziocivile.it/).

 

Per informazioni:

Legambiente Parma APS

Viale Antonio Bizzozero, 19 – Parma

info@legambienteparma.it, tel. 0521238478

 

Arci Servizio Civile Reggio Emilia:

Viale Ramazzini, 72 – Reggio Emilia

reggioemilia@ascmail.it, tel 348.7419763

 

 

 

La rievoluzione non si ferma – l’ecoconsiglio della settimana: Stefano Mancuso e l’intelligenza delle piante

Stefano Mancuso è un nome che gli appassionati di biologia conoscono bene: inserito da Repubblica nella lista degli italiani più influenti al mondo, professore presso la facoltà di agraria dell’università di Firenze e direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV). Botanico di fama internazionale, Mancuso ha dedicato i suoi studi e la sua attività di divulgazione ad alcuni degli esseri più intelligenti del nostro Pianeta: le piante. Le piante? Ebbene sì! I lavori di questo brillante scienziato vi mostreranno come questi organismi, così spesso sottovalutati e considerati al limite tra i viventi e i non viventi (pensate a tante nostre espressioni come “stato vegetativo”, o “essere un vegetale”) abbiano capacità sorprendenti. Il libro che vi consigliamo oggi è Verde brillante: sensibilità e intelligenza del mondo vegetale. Breve, coinvolgente e di facile lettura; realizzato a 4 mani con la giornalista scientifica Alessandra Viola e vincitore di numerosi premi, è un ottimo primo approccio al mondo dell’intelligenza vegetale. Si parte con una carrellata di spunti storici, religiosi e filosofici che ci mostrano come, per secoli, le piante siano state considerate “eterne seconde” rispetto agli animali e come questo si sia riflettuto nella ricerca scientifica.

Nella nostra visione antropocentrica, la Terra è dominata dall’uomo. E allora com’è possibile che più del 99% della biomassa terrestre sia costituita da vegetali? La vita media di una specie si aggira intorno ai 5 milioni di anni. Noi umani ne abbiamo appena 400.000, le piante sopravvivono da 450 milioni di anni. Difficile credere che una simile diffusione nel tempo e nello spazio non nasconda una qualche strategia intelligente. Mancuso rivendica a gran voce l’intelligenza dei vegetali, e ce la spiega in termini semplici ma spesso sorprendenti. Guidati dalle sue parole scopriamo così che le piante sono in grado di comunicare tra loro, aiutarsi, proteggersi da organismi dannosi, sfruttare gli animali a proprio vantaggio, muoversi e risolvere problemi. Attraverso i suoi esperimenti al LINV Mancuso ci mostra come alcune specie vegetali siano in grado di muoversi fino a raggiungere un supporto a cui ancorarsi o come le radici riescano a risolvere veri e propri labirinti per arrivare alle sostanze nutritive senza mai sbagliare un colpo, facendo impallidire i risultati dei topolini da laboratorio o di altri animali. E sapevate che le piante hanno molti più sensi di noi? Gli apici radicali, in particolare, sono come milioni di elaborate e sensibilissime terminazioni nervose in grado di riconoscere un enorme quantità di stimoli: gravità, temperatura, umidità, campo elettrico, pressione, gradienti chimici, sostanze tossiche, vibrazioni.

 

Le piante secondo Stefano Mancuso - Eventi, incontri e manifestazioni a Milano - Vivimilano

 

Le piante hanno seguito un percorso evolutivo molto diverso dal nostro; non presentano un cervello e un sistema nervoso centrale, ma questo non le rende prive di intelligenza. Mentre gli animali hanno sviluppato una struttura centralizzata e gerarchica, i vegetali prediligono un a struttura modulare e diffusa. Questo permette loro di sopravvivere anche perdendo buona parte del loro corpo ad opera, ad esempio, di predazione da animali erbivori. Un bel vantaggio per individui radicati al suolo che non possono darsi alla fuga! Ma spesso sono proprio le piante ad avere la meglio sugli animali. Pensate alle raffinate strategie per attirare gli insetti impollinatori: fiori, colori, profumi. Spesso si tratta di una relazione simbiotica che apporta reciproco vantaggio, ma ci sono anche casi di piante che “ingannano” gli insetti, e ci riescono molto bene! Alcune specie di orchidee, ad esempio, sono campionesse di mimesi. Assomigliano talmente tanto alle femmine di alcuni imenotteri, persino nell’odore, che questi tentano di accoppiarsi con il fiore e, nel farlo, si cospargono di polline. E che dire poi delle piante carnivore?

Strategie evolutive differenti, organizzazione strutturale diversa, ma che non abbiamo ragione di considerare inferiori a quelle degli animali. In un altro volume, Plant revolution, Mancuso approfondisce le caratteristiche uniche degli organismi vegetali e ci mostra come le strategie da loro messe in atto possano tornarci utili come spunti per innovativi sviluppi tecnologici. E se ancora non siete convinti vi basti pensare che, senza le piante, senza l’ossigeno che hanno rilasciato in atmosfera per milioni di anni e la materia organica che fissano tramite la fotosintesi dando il via alla catena alimentare, la vita animale non potrebbe esistere. Il documentario della BBC Terra, il potere delle piante spiega bene l’evoluzione del nostro pianeta dal punto di vista dei vegetali e come la loro presenza abbia reso possibile il proliferare d altre forme di vita.

L’intelligenza umana, con il cervello più complesso mai apparso sulla Terra, è un esperimento della selezione naturale, uno dei tanti. Si rivelerà la via più vantaggiosa? è presto per dirlo… ricordiamo che siamo qui da soli 400 mila anni, mentre le piante proliferano silenziose da ben 450 milioni. Saremo in grado di fare altrettanto?

 

Articolo di Marta Lauro per Legambiente Parma

Comunicato stampa Idee e tecniche per prendersi cura del verde a Parma: dal webinar di Legambiente le proposte innovative per alberi e parchi

Parma, 4 dicembre 2020

Comunicato stampa

Idee e tecniche per prendersi cura del verde a Parma

Dal webinar di Legambiente le proposte innovative per alberi e parchi

Si è rivelato ricco di idee e proposte il webinar “Prendersi cura del verde a Parma” organizzato da Legambiente, seguito da un ampio pubblico. Sono state mostrate le nuove tecniche di arboricoltura per potature intelligenti degli alberi, mostrato lo sviluppo di un’area verde secondo la concezione della natura spontanea, presentato un progetto di bosco partecipato, senza dimenticare la battaglia a tutela di un parco di pregio come la Cittadella.

Il video del webinar è visibile sulla pagina facebook di Legambiente Parma.

Sulla gestione degli alberi e del verde urbano è tempo di una svolta. Il verde urbano va pensato come una rete ecosistemica ha detto Marta Mancuso, presidente di Legambiente Parma. Se si cementifica/danneggia una porzione di verde è come fare un buco nella rete, e la rete comincia a perdere funzionalità. Le compensazioni realizzate da un’altra parte rispetto al verde eliminato in una zona, lasciano comunque un buco che compromette la resilienza.

Numerosissimi gli esempi puntuali portati dall’agronoma Elisa Marmiroli di capitozzature assurde eseguite dal Comune di Parma che lungi dal mettere in salvaguardia gli alberi ne provocano invece sofferenza e maggiore instabilità: via Varese, parco ex-Eridania, parco Ferrari Primo Maggio. E con un ragionamento specifico su viale della Villetta dove a fronte del taglio di tutti i pioppi esistenti sono stati ripiantumati, senza sostituire il terreno, la stessa tipologia di pioppo bianco alternata a querce. Dopo un anno notiamo che tutte le querce sono seccate. Un esempio di pessima progettazione e assenza di manutenzione di un viale alberato.

Sul valore paesaggistico e monumentale del parco cresciuto dentro ad una struttura architettonica rinascimentale, come la Cittadella, si è soffermata Anna Kauber, rappresentante del Comitato Cittadella Futura, che ha riportato tutte le storture del restyling progettato dal Comune di Parma che vuole renderlo uno spazio mercatale e di eventi, con l’allargamento dei vialetti a scapito del verde, con la posa di una soletta di 12 cm di calcestruzzo, e la impermeabilizzazione di alcuni prati.

L’esempio di come si può creare un angolo di biodiversità in città è stato mostrato da Francesca Riolo dell’associazione Fruttorti che ha dato vita alla Picasso Food Forest, in un terreno pubblico, alla periferia est di Parma, seminando e piantando essenze da frutto, incrementate ogni anno con l’effetto di richiamare una variegatissima presenza di  fauna, dagli insetti agli uccelli, alcuni mai visti in contesti urbani. La differenza la fa realizzare un verde ai nostri occhi disordinato, ma ricco di diversità da un verde ordinato che spesso si riduce ad essere un pratino desertificato e bisognoso di continue cure dispendiose. La nuova frontiera, per le città, è realizzare dei laghetti in aree verdi.

Infine Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio KmVerde Parma, ha presentato le finalità del Consorzio e il progetto di un bosco urbano partecipato, che si differenzia da altri progetti di piantumazione perché prevede il coinvolgimento delle persone, che donando 25 euro per un albero, contribuiscono alla realizzazione di un bosco di 600 piante che sarà realizzato la prossima primavera, con particolare attenzione a farne un’area di biodiversità. Ogni albero sarà contrassegnato con la targhetta del donatore.

La Rievoluzione non si ferma – l’ecoconsiglio della settimana: Cowspiracy – il segreto della sostenibilità

Titolo della settimana: Cowspiracy – il segreto della sostenibilità: documentario prodotto da Leonardo di Caprio nel 2014 e distribuito da Netflix. Si tratta di un lungometraggio che è riuscito ad ispirare migliaia di persone in tutto il mondo verso scelte più consapevoli, innanzitutto per l’ambiente ma anche per gli animali, vittime di un sistema di […]