
La Tibre e lo sviluppo del passato
21/03/2012 - Comunicato stampa

Prendiamo atto con rammarico che lo sviluppo per la Provincia, nel 2012, significa ancora colata di cemento e devastazione del territorio. Altro che difesa della Food Valley e dei suoi prodotti come il parmigiano-reggiano.
Nel nostro piccolo (Legambiente e Comitato Tutela territorio Trecasali) riteniamo sbagliato perseguire un progetto di 38 anni fa come la Tibre, il volersi ostinare a realizzare un autostrada nel pieno di una crisi che - non lo diciamo solo noi - sta cambiando i paradigmi generali.
Lo riteniamo sbagliato e abbiamo manifestato qualche settimana fa, esponendo le lenzuola di Mal'Aria a Ronco Campo Canneto, trovando il consenso dei cittadini che hanno preso le lenzuola antismog per esporle alle loro finestre.
La Tibre è uno sfregio che taglia in due la bassa, altro che progetto attento al territorio come pervicacemente si ostinano a dire i rappresentanti di Provincia e Autocisa. Lo si capisce benissimo guardando il tracciato che sarà una ferita, una nuova strada, su cui si cospargerà sale, con ulteriori strade quale compensazioni.
Poi tutti hanno capito benissimo che la Tibre si fermerà a Trecasali, partendo da Pontetaro. E che l'unico obiettivo è unirla alla Cispadana, nuova strada anche questa. Il tutto per agevolare (aumentare) la circolazione di camion perché nei convegni i politici raccontano di investire sul ferro a scapito della gomma ma nella realtà operano al contrario.
Ulteriore beffa è la volontà della Provincia di contenere sotto il 10% il consumo di suolo. Guardacaso attorno al futuro casello autostradale di Trecasali questo principio non vale, è derogato.
E, infine, bisogna chiarire che il primo tratto (ben 513 milioni per 12 km, oltre 40 milioni a chilometro) sarà finanziato non da Autocisa ma dai cittadini che si vedranno aumentare il pedaggio dell'8% sulla Parma-Spezia. Ecco da dove verranno i soldi.
