Fermare il progetto di via Romagnosi per salvare gli alberi su viale Toscanini

19/03/2011

Legambiente e ADA, Associazione Donne Ambientaliste, chiedono all'Amministrazione Comunale di fermare il progetto dei box commerciali in via Romagnosi, per realizzare i quali è previsto l'abbattimento degli alberi soprastanti in viale Toscanini.

Dalle notizie in possesso sembra che il cantiere per l'adeguamento di via Romagnosi, con l'apertura diretta del collegamento con la piazza Ghiaia, avrà inizio lunedì. Legambiente e ADA chiedono formalmente rassicurazioni al sindaco che il cantiere riguardi solo l'apertura del collegamento col ponte romano e che non venga toccato il fronte alberato. Al contempo chiedono all'Amministrazione Comunale di esplorare nuove possibili soluzioni alternative per gli spazi commerciali da realizzare per i boxisti ora sistemati nelle casette che, assieme agli ambulanti, si sono sempre opposti alla soluzione di via Romagnosi.

L'alberatura del lungoparma Toscanini riveste un'importanza unica per il verde in centro a Parma, data la sua variegata composizione. Stiamo parlando di un faggio, caso più unico che raro in pianura, attorniato da sei gincko biloba e da sei cedri. Questi tredici alberi hanno un valore naturalistico, paesaggistico e simbolico. Il loro taglio equivarrebbe ad una perdita secca per il centro storico che non può essere accettata.

Legambiente e ADA danno atto all'Amministrazione Comunale di aver mutato il progetto originario che prevedeva l'abbattimento completo dell'alberatura per un nuovo progetto che preserva cinque esemplari. Tuttavia l'essenza più importante in questo contesto, il faggio, ne risulterebbe comunque molto compromessa.

Inoltre, a differenza di quanto attestato nella perizia disposta dal Comune, le associazioni ambientaliste hanno motivate ragioni tecniche per ritenere che tutte le tredici piante godano di buona salute e che, quindi, non sussistano problemi di pericolosità o esigenze fitosanitarie per il taglio di nessun esemplare.

Legambiente e ADA, in rappresentanza degli interessi diffusi della collettività tesi alla tutela dell'ambiente, sono disponibili ad un confronto - assieme a tutti gli altri soggetti coinvolti, dai commercianti all'impresa che sta lavorando alla realizzazione della nuova Ghiaia - affinché si valutino progetti alternativi meno invasivi e più rispondenti alle necessità del commercio e alla salvaguardia del verde pubblico.

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