Rifiuti e inceneritore: servono garanzie, partecipazione e... serenità

02/12/2010 - Comunicato stampa

Il dibattito a mezzo stampa tra l'Ad di Iren e il Sindaco di Parma, sull'inceneritore, non può che lasciare sconcertati. In particolare le dichiarazioni di Viero (Iren) sono state forti e si prestano a molteplici letture.

Da tempo abbiamo evidenziato come la politica abbia sostanzialmente delegato ad Iren la definizione delle proprie strategie in materia di rifiuti, a cominciare dal sovradimensionamento del nuovo impianto di incenerimento, legato essenzialmente alla scelta di trattare grandi quantitativi di rifiuti speciali.

Una scelta che Legambiente non ha mai condiviso e che rischia seriamente di entrare in rotta di collisione con la raccolta differenziata, se i Comuni non saranno ferrei su questo punto.

Comincia comunque a farsi chiarezza su alcuni punti. Ad esempio è importante l'assicurazione fornita da Iren, che per i cittadini le tariffe saranno a prezzi del 2008. Peraltro è giusto ricordare che le tariffe vanno determinate dall'Ato (Ambito territoriale ottimale) e quindi è opportuno che l'assemblea dei sindaci che governa l'Ato si esprima su questo punto, in tempi brevi.

Un altro punto fermo è dato dal totale dei costi, quantificato da Iren in 193 milioni, anche se ci piacerebbe conoscere la composizione dei costi e a quali cause sia ascrivibile la loro lievitazione. In ogni modo è spuntata un'altra cifra: quella dell'indennizzo da pagare in caso di rinuncia all'impianto, almeno 80 milioni.

Nulla invece continua a essere detto sulle garanzie ambientali, di salute pubblica e di sicurezza che saranno prese e che Legambiente ritiene essere i punti nodali. Pertanto l'associazione non può che tornare a chiedere che i soggetti coinvolti avviino un percorso incentrato sulle garanzie e sulla trasparenza di quanto si sta costruendo a Ugozzolo, un aspetto che non può essere limitato all'Osservatorio sulla costruzione dell'impianto, istituito dalla Provincia.

Legambiente ritiene che solo in questo modo possano essere prese decisioni sagge e con un coinvolgimento il più possibile allargato della cittadinanza e delle sue rappresentanze. La decisione se sospendere o meno la costruzione del termovalorizzatore, impianto di valenza provinciale, non può essere presa in solitudine dal Sindaco di Parma, come se fosse un monarca assoluto che sembra ormai reagire solo di fronte ad evidenti problemi di consenso.

Se si vuole riaprire il capitolo dell'inceneritore questo va fatto con un percorso di partecipazione democratica e, allora, sarebbe meglio aprire tutto il "libro" dei rifiuti (a partire dalla riduzione, sulla quale si fa pochissimo) sapendo che ciò significa parlare di Piano provinciale di gestione dei rifiuti. E si tratta di una discussione da svolgere con serenità, non al calor bianco, mettendo in chiaro da subito chi si assumerà l'onere dell'indennizzo in caso di rinuncia all'inceneritore.

Infine è da non sottovalutare la tendenza che sta riemergendo con forza - nella classe politica e dirigente - a farsi prendere dalla sindrome Nimto, ovvero non nel mio mandato amministrativo (Not In My Term Office) che si somma alla sindrome Nimby: si faccia l'impianto, ma non qui da noi: mandiamo i rifiuti a Piacenza o Modena.

L'ottica di inquadrare la gestione dei rifiuti in ambito regionale è sensata, e Legambiente l'ha proposta già da tempo, ma solo dopo l'assunzione di responsabilità di ogni territorio, cosa che Parma non può rifiutarsi di fare, per continuare a scaricare i suoi problemi sui territori vicini, specialmente alla luce delle normative in vigore attualmente.

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