Parco Bizzozero: un inutile sperpero di 400.000 euro
Legambiente fonda il gruppo di guerrilla gardening

02/04/2010 - Comunicato stampa

Legambiente ha atteso a lungo prima di rendere pubblica la propria posizione sullo scempio e, soprattutto, lo spreco di denaro pubblico nel parco Bizzozero a opera del Comune di Parma.

Trascorsi invano tre mesi, dalle ultime proposte e richieste dell'associazione, e ripresi i lavori nel cantiere si può desumere che anche il silenzio dell'Amministrazione sia una risposta.

Le note stonate dell'intervento nel parco Bizzozero sono molteplici.

Il primo aspetto è l'approccio culturale al verde che denota una preoccupante "paura" dei prati e degli spazi aperti. Spesso un prato è bello in quanto tale: una distesa di erba su cui è piacevole passeggiare, sedersi per terra lasciando andare lo sguardo, giocare in libertà. Non tutte le aree verdi, per acquisire di valore, devono essere arredate come parchi monumentali. Al Parco Bizzozero questo prato c'era, non chiedeva altro che di essere risistemato (dopo i lavori per la posa del teleriscaldamento) e invece sarà riempito di sentieri impermeabilizzati con la ciliegina di una colata di cemento per costruire un anfiteatro che, c'è da scommetterci, diventerà presto un ricettacolo di rifiuti e sarà oggetto di atti vandalici.

Il secondo aspetto è l'ignoranza della storia e dei luoghi. L'ex-podere Bizzozero ha ospitato per cento anni la scuola agraria. L'architettura degli edifici ancora ne ricorda i trascorsi contadini. La destinazione naturale era un parco a vocazione agro-ambientale, con il recupero di varietà di frutti antichi, un orto didattico e altre idee su cui Legambiente si è sempre detta disponibile. E invece niente, si è voluto inventare dal nulla un parco dei poeti con nessuna attinenza al luogo. Un parco del genere avrebbe potuto essere realizzato con maggior congruità nelle vicinanze della casa natale di Bertolucci, a S. Lazzaro.

Il terzo aspetto attiene alla vetustà e banalità del progetto che ricalca stereotipi da intellettuali snob, che calano dall'alto un progetto bomboniera senza curarsi del contesto territoriale. L'esempio dell'anfiteatro è l'insulto più clamoroso: a meno di cinquanta metri da quello erigendo ne esiste uno, all'interno della scuola dell'infanzia, che con piccolo sforzo organizzativo può essere messo a disposizione per eventi collettivi. E se non andasse bene quello ce n'è un altro, bello grande, nell'area ex-Corsi, a lato del sentiero dei Moros, a poco più di cinquecento metri di distanza (non a caso abbandonato al degrado, cui sono destinate tutte le opere decontestualizzate).

Inutile dire che questi cerchi di cemento - così come gli altri realizzati in città negli anni Settanta-Ottanta - non sono mai utilizzati per eventi o spettacoli e già siamo sicuri che dopo l'inaugurazione questo sarà il triste destino dell'anfiteatro dei poeti.

Altro elemento scarsamente caratterizzante il progetto è la scelta delle essenze arboree da piantumare, senza elementi di qualità particolare.

Il quarto aspetto, il più scandaloso, è quello economico. L'intervento costa 400.000 euro dei quali 80.000 per una sistemare una dozzina di panchine e 12.500 per i cartellini che riporteranno le poesie, mentre l'anfiteatro ne costa 25.000. Altri elementi che balzano agli occhi sono i 67.000 euro per imprevisti e c'è da domandarsi a quali imprevisti si possa incorrere nel tracciare un sentiero, mettere una recinzione, dei pali per l'illuminazione, alberi e panchine. Inoltre va segnalata anche la somma di 57.000 euro per incarichi professionali esterni. In ultimo ricordiamo che l'area oggetto dell'intervento, due anni fa era già stata seminata a prato, poi distrutto per la posa del teleriscaldamento, quindi riseminata ed oggi ancora devastata dal nuovo cantiere, a dimostrazione di estemporaneità e assenza di programmazione.

Tutto questo per Legambiente va sotto una voce sola: inutile sperpero di denaro pubblico.

Quinto e ultimo punto è la relazione con associazioni e cittadini. Legambiente si è impegnata per anni per favorire il recupero dell'ex podere rurale del Bizzozero. Al momento di definire il contratto di locazione tra Comune e associazione, che ha assegnato a Legambiente un piano della struttura colonica, si era anche convenuto informalmente di definire in un momento successivo le modalità di gestione dell'area verde circostante, sulla quale l'associazione dava la piena disponibilità al Comune, nell'ottica di valorizzare un recupero della ruralità del luogo.

A dispetto di questa intesa l'Amministrazione Comunale ha presentato il progetto a Legambiente il giorno prima dell'apertura del cantiere, benché l'associazione avesse da tempo richiesto un incontro sul tema.

Soci e volontari hanno subito espresso unanimemente contrarietà al progetto e si sono attivati per proporre alcune modifiche migliorative che limitassero l'invasività dell'intervento predisposto.

In questo senso Legambiente ringrazia l'assessore ai Lavori Pubblici, Giorgio Aiello, per essersi prodigato nell'accogliere alcune osservazioni che, almeno, hanno mantenuto l'integrità di quel che rimaneva del prato. Al contempo Legambiente non può che rilevare l'ottusità del settore verde pubblico che si è opposto a tutte le richieste. L'associazione ringrazia anche i consiglieri comunali Marco Ablondi e Giuseppe Massari per il loro interessamento alla vicenda.

Legambiente riafferma la propria disponibilità al sindaco Vignali a gestire, nell'interesse della collettività il fazzoletto di verde rimasto attorno alla casa colonica e alla barchessa del podere Bizzozero, proponendo una valorizzazione in termini agro-ambientali.

In conseguenza delle mancate risposte, e più in generale non condividendo la politica del verde che l'Amministrazione Comunale sta portando avanti, Legambiente ha deciso di fondare un gruppo di guerrilla gardening, sulla scia di quanto già avvenuto in altre città italiane.

Sicuramente Parma è più verde di altri agglomerati urbani, tuttavia sono sempre di più i luoghi minacciati o trascurati e che possono essere oggetto di microinterventi per posizionare un'aiuola o rinvigorire un'area grigia.

Gli interventi del gruppo saranno a sorpresa. Chi fosse interessato a partecipare può mandare una email con i propri riferimenti a info@legambienteparma.it

 

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