La storia del circolo di Parma

Legambiente Parma

Mettere in discussione un modello di sviluppo contraddittorio, che vedeva il progresso scontare le proprie scelte a danno dell’ambiente, con una parola d’ordine come guida: ambientalismo scientifico. 

Nel 1982, nasce a Parma con questi intenti il primo circolo della allora Lega per l'Ambiente, attorno al quale iniziano a raccogliersi persone, scienziati, esperti, che prima non trovavano spazio di confronto in città. 

Un primo nucleo di attivisti, uniti dal comune interesse per la tutela dell’ambiente, con Fabio Faccini, fondatore e socio storico. 

Pur nascendo all’interno dell’Arci, nella sede di via Basetti, il gruppo cerca subito una propria identità. 

Sono gli anni delle prime riflessioni dell’ambientalismo maturo, l’associazione del cigno si confronta con altri gruppi in ambito locale - tra cui spiccano Italia Nostra e WWF - pur ricercando, allo stesso tempo, una propria autonomia.

Arrivano le prime grandi questioni, il nucleare si impone come tema predominante, diventa la prima grande battaglia del neonato circolo parmigiano. 

Un problema globale che gli attivisti di Legambiente comunicano con forza a livello locale, promuovendolo come riflessione comune, in uno scenario che vede profilarsi l’ipotesi di diverse centrali nucleari sul territorio regionale. 

Partono iniziative di divulgazione, incontri sulle scelte energetiche, proposte di referendum, frequenti sit in e accese proteste. Un impegno intenso, appassionato, che vede il gruppo consolidarsi sempre di più. 

Alla fine degli anni Ottanta avviene la separazione dall’Arci. Un passaggio naturale ma significativo, che impone all’associazione anche un ragionamento sull’autonomia politica. 

Legambiente dà vita al raggruppamento delle  guardie ecologiche (Gela) che entrano in gioco, con un prezioso lavoro di primo censimento delle discariche funzionanti e di verifica della loro gestione, ma anche con il telefono verde, nato per dare risposte alle richieste e alle segnalazioni dei cittadini. Un servizio importante, che non sarebbe stato pensabile senza l’apporto appassionato di molti obiettori di coscienza - oggi volontari del servizio civile nazionale – che hanno rappresentato per l’associazione un’opportunità unica di impegno, di relazioni, di contatti con il mondo giovanile. 

Siamo negli anni Novanta, gli anni delle grandi manifestazioni (nel 1992 il circolo dà un grosso supporto all'organizzazione del congresso nazionale, che si svolge nelle aule del Parco Ducale): ci si interroga sui problemi del traffico, dei parcheggi in centro storico, con prime proposte sul verde urbano. Questioni che si pongono all’attenzione dell’opinione pubblica, mentre partono campagne di informazione, ancora oggi esistenti, come Mal'aria, e si sviluppano i rapporti con Arpa e Ausl. Fino ad arrivare alla questione rifiuti, con le discussioni sull’inceneritore e sulle discariche. Il caso Monte Ardone, un esempio, impegna l’associazione attivamente.

Le battaglie dell’associazione si ampliano, proiettandosi verso l’obiettivo della tutela del territorio, con un lavoro in comune, costante, con le altre associazioni ambientaliste cittadine. Raccolta differenziata e politiche di riduzione dei rifiuti diventano questioni pressanti per il circolo. Aumentano le campagne di sensibilizzazione: la Festa dell’albero, Puliamo il mondo, Operazione Po e i giri con la barca sul fiume. Tutte attività che continuano ancora oggi. 

Gli anni Novanta vedono anche la nascita della Coop Cigno Verde, che dalle prime esperienze di manutenzione del verde (la pulizia delle bassure della Cittadella) che coinvolgono alcuni detenuti in affidamento a Legambiente, si trasforma nel giro di pochi anni in una cooperativa sociale, in grado di dare oggi lavoro a una cinquantina di persone.

Arrivano gli anni Duemila, Legambiente Parma si è affermata come associazione di riferimento su diverse questioni. E’ la fase dei progetti, che vede anche la nascita del Leda, Laboratorio di educazione ambientale. Dalla gestione dell’area di riequilibrio all’oasi di Siccomonte, dalle attività nelle scuole ai campi estivi dei ragazzi, dagli incontri di informazione e comunicazione in provincia alle iniziative sui temi dello sfruttamento idrico e sull’uso dell’acqua, dal gassificatore di Borgotaro alla discarica di Soragna,

Oggi, Legambiente conta circa 800 soci in tutta la provincia, e continua la sua attività, cercando di coinvolgere sempre di più i giovani, sensibilizzandoli ai problemi ambientali, stimolando la loro “coscienza ecologica”.

A segnare questi ultimi anni, il cambio della presidenza, da Fabio Faccini a Francesco Dradi, e la scelta della futura sede. Nel 2009, Legambiente abbandonerà, infatti, la storica collocazione in vicolo Santa Maria, per passare al nuovo podere ristrutturato del Bizzozero, anche se l'ambizioso progetto iniziale ha subìto un ridimensionamento, a seguito di un mutato orientamento da parte del Comune.

Questa in sintesi la storia di Legambiente a Parma. Sono ben accetti tutti i contributi personali di chi vorrà raccontare la sua esperienza - breve o lunga - . Mandateceli e li inseriremo in questa sezione. 

Manifestazione

Inaugurazione della nuova sede al Bizzozero