“Volontari x Natura” azione di citizen science per monitorare lo smog

Da domani fino a giovedì tornano le misure emergenziali anti smog. L’aria nella nostra città è sempre più irrespirabile. A darne una fotografia immediata e tragica è “Mal’Aria”, il rapporto annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane che ha certificato come Parma abbia superato i limiti combinati di polveri sottili e ozono per 112 giorni nel 2018. E in questo 2019 sono già 11 i giorni di sforamento.

In questo contesto parte il progetto “VOLONTARI X NATURA”, promosso da Legambiente Emilia-Romagna. Un’azione sperimentale di citizen science, in cui i cittadini vengono chiamati al monitoraggio dell’aria su tutta la Regione. Verranno tenuti d’occhio fonti e livelli di inquinamento ed i flussi di traffico automobilistico nelle città di Parma, Modena, Bologna e Ravenna.

A prendere il via è il primo dei cinque temi previsti dal progetto Volontari x Natura, quello appunto, relativo all’Aria. In un contesto di cittadinanza attiva, ogni cittadino può diventare volontario, svolgendo delle azioni concrete volte al controllo e al monitoraggio dello smog e delle polveri sottili nell’area urbana. Dall’auto-monitoraggio del traffico veicolare (consistente nell’annotazione giorno per giorno dell’utilizzo dell’auto, valutando quindi l’impatto a livello ambientale), all’indicare luogo e ora con la maggior concentrazione di polveri sottili, passando per le pezze bianche anti-smog sui balconi e il monitoraggio del rapporto auto/passeggeri.

Ogni cittadino può aderire gratuitamente al progetto, recandosi da giovedì 31 gennaio a venerdì 15 febbraio, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 14:30-18:30, presso la sede di Legambiente Parma in via Bizzozero, 19.

L’emergenza smog, sempre più cronica in Italia, vede aria irrespirabile nelle grandi città, con un 2018 da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell’ozono. Nel 2018 in ben 24 capoluoghi di provincia italiani è stato superato il limite per l’inquinamento da polveri e da ozono (circa un capoluogo su 4), almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio. Si ricorda il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili previsto con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo, mentre per l’ozono si considera la media mobile sulle 8 ore superiore a 120 μg/m3 per non più di 25 giorni all’anno. Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città dell’area del bacino padano.
Se si sommano le giornate di inquinamento invernale da PM10 e quelle di inquinamento estivo da ozono, i dati sono allarmanti. A Modena, Parma e Reggio Emilia, i cittadini respirano aria inquinata 1 giorno su 3.

Non bastano misure tampone, blande e a breve termine: servono interventi strutturali sul trasporto pubblico e sulla mobilità condivisa, oltre che azioni ad hoc sulla mobilità casa-scuola. Strategie, insomma, che devono diventare prioritarie, non solo per migliorare l’aria che si respira, ma anche per rispettare gli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, e contenere l’innalzamento della temperatura entro il grado e mezzo.

Per ulteriori informazioni sulle attività di “Volontari x Natura” sul tema aria: www.volontaripernatura.it

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