Tibre: amarezza ma non rinunciamo a constrastare la lobby del cemento

Non nascondiamo la nostra amarezza per la decisione del governo di dare via libera alla Tibre. Sapevamo che era una battaglia difficilissima da vincere, ma non per questo ci siamo scoraggiati. Noi di Legambiente la nostra parte l’abbiamo fatta fino in fondo, negli anni scorsi, con ripetute iniziative e manifestazioni, riuscendo ad allargare il fronte dei contrari che ora, nella bassa parmense, è maggioritario.

Un cambiamento non scontato ma significativo della presa di coscienza di tanti cittadini rispetto al valore dell’ambiente e del territorio e, in fondo, del nostro stesso futuro. Scriviamo queste righe l’8 agosto, che nel 2016 è l’Overshoot day, ossia il giorno dell’anno in cui l’uomo ha consumato tutte le risorse che il pianeta riesce a produrre in un anno: vale a dire che da oggi “andiamo a prestito” consumando risorse in più, per mantenere uno stile di vita dispendioso.

La costruzione della Tibre aggraverà questo bilancio: asfalto e cemento non producono ossigeno, anzi, esattamente il contrario.
Consapevoli di questo ci siamo battuti, profondendo il massimo di impegno e pressione che potevamo nell’autunno scorso quando la Regione riaprì, in qualche modo, la discussione.
Lo snodo è stato in quell’Assemblea dei sindaci di fine ottobre 2015, che doveva esprimersi sulla Tibre, ma che saltò all’ultimo momento. Sappiamo come è andata e non vogliamo tornarci sopra; conosciamo i politici che hanno sostenuto l’opera e quelli che l’hanno avversata per davvero o per finta.

Noi continueremo la nostra battaglia a favore dell’ambiente e a fianco dei cittadini, consapevoli che questa è davvero un’opera inutile e dispendiosa e che devasta il territorio. Andremo avanti all’insegna del nostro motto agire localmente, pensare globalmente, sapendo che ad ogni nuova colata di cemento corrisponde un incremento del riscaldamento della Terra. La nostra sede nazionale, assieme al Wwf e alla Lipu, ha presentato un dossier alla Commissione Europea, sulla perdita di biodiversità nella pianura parmense, a causa della nuova autostrada.

Non ci stancheremo di contrastare la lobby dei cementificatori che si arricchiscono alle spalle di tutti, spacciando false idee di benessere e invece togliendoci il futuro.

Segreteria Legambiente Parma

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