La carta è un materiale comune e diffuso, che fa parte della nostra vita da ormai quasi 2000 anni. Viene prodotta inizialmente in Cina come supporto per la scrittura più economico e leggero rispetto a seta o bambù e si diffonde gradualmente in tutto il mondo. A partire dalla fine del diciottesimo secolo, con l’instaurarsi della rivoluzione industriale, comincia ad essere utilizzata per la produzione di imballaggi, che ancora oggi rappresentano la fetta principale di carta prodotta. La produzione annua di carta sfiora i 400 milioni di tonnellate, metà delle quali derivano da soli 4 paesi: Cina, USA, Giappone e Germania. Sono quantità importanti, che sottintendono alti consumi di energia, acqua e, ovviamente, legno.  Ma ci sono 2 buone notizie: la prima è che, almeno a livello Europeo, l’industria della carta ha raggiunto buoni livelli di sostenibilità. Più dell’80% delle fibre di legno utilizzate proviene infatti  da foreste europee a gestitone sostenibile (con reimpianto annuale di più alberi rispetto a quelli abbattuti) o da residui di altri settori industriali.

La seconda è che gran parte di questo materiale viene riciclato, con tassi pari o superiori all’85% in tutti i paesi dell’Unione Europea. La carta è infatti un materiale che si presta bene al riciclo: la cellulosa di cui è costituita ha una resa di recupero che varia tra l’80 e il 90% e può essere riciclata fino a sette volte prima di diventare inutilizzabile. Il riciclo consente inoltre un risparmio del 60% dell’energia e l’80% dell’acqua rispetto alla produzione di carta vergine e riduce del 35% l’inquinamento idrico e del 74% quello atmosferico. E non è finita qui: il vantaggio è anche economico! Il riciclo della carta è infatti meno costoso del suo incenerimento.

In Italia il consumo medio pro capite annuale è ancora piuttosto elevato:  intorno ai 200 Kg. Le ottime prestazioni energetiche della nostra industria cartaria mantengono però un livello di consumi contenuto e le sono valse l’etichetta europea per l’eccellenza ecologica (EU Ecolabel). Il 90% dell’acqua utilizzata è di riciclo e i consumi energetici per 200 kg di carta ammontano a 500 KWh, l’equivalente consumato dallo stand-by degli apparecchi elettronici di una famiglia media. Il nostro paese ha inoltre ottime prestazioni a livello di riciclo: il 57% della carta prodotta deriva da fibre riciclate e l’81% di carta e cartone immessi a consumo viene recuperato (dati Comieco 2018), facendoci guadagnare il terzo posto in Europa e superando l’obiettivo europeo del 75% di riciclo entro il 2025. La raccolta differenziata è la prima fase del ciclo integrato dei rifiuti che permette l’avvio a recupero di carta e cartone. Seguono stoccaggio e selezione in cui vengono eliminate le varie impurità quali residui di plastica, graffette, scotch ecc. Il materiale viene poi trattato e riprocessato nelle cartiere per la produzione di nuova carta che viene utilizzata principalmente per imballaggi e fibre per la bioedilizia. Il ciclo di produzione e riciclo di imballaggi  è gestito da Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) e raggruppa più di 3000 aziende tra cui cartiere, trasformatori e impianti di recupero.

Carta e Covid. L’emergenza sanitaria ha rivoluzionato le nostre vite, modificando anche le nostre abitudini in fatto di scelta e gestione di imballaggi e raccolta differenziata. Secondo uno studio commissionato da Comieco il 46% degli italiani che prima si orientava verso prodotti sfusi preferisce ora quelli confezionati per ragioni di sicurezza. La maggior parte degli intervistati tiene comunque in considerazione l’ambiente preferendo, quando possibile, gli imballaggi di carta o cartone che 3 su 4 considerano più sostenibili. Si moltiplicano però anche gli acquisti online e con essi la quantità di imballaggi da smaltire e differenziare. Un terzo degli italiani ha dichiarato comunque di prestare più attenzione alla separazione dei materiali in questo periodo, complice il maggior tempo trascorso tra le mura domestiche.

Raccolta differenziata: carta sì, carta no. Nonostante la catena di recupero dei rifiuti preveda un passaggio di selezione ed eliminazione di corpi estranei, una raccolta differenziata oculata da parte dei cittadini resta comunque un buon punto di partenza che rende l’intero processo più semplice e veloce. La maggior parte degli italiani mostra una buona attenzione verso le problematiche ambientali e la differenziazione dei rifiuti domestici è ormai pratica comune e obbligatoria in molti Comuni. Tuttavia, sono molte le disattenzioni o gli errori involontari che rischiamo di commettere. È importante ricordare che le regole per il corretto smaltimento dei rifiuti possono variare da Comune a Comune ed è quindi  sempre bene informarsi su quelle della propria città. Nel caso di Parma, ad esempio, è possibile consultare il Rifiutologo di Iren. Ecco, ad ogni modo, alcune regole generali che ci permettono di operare un corretto smaltimento della carta:

  • Imballaggi, giornali, riviste, quaderni ecc. vanno smaltiti nella carta, MA ricorda sempre di eliminare prima eventuali residui di altri materiali( ad esempio graffette, copertine plastificate, parti metalliche, la finestrella di plastica delle confezioni di pasta ecc.,).
  • Gli imballaggi sporchi o con residui di cibo possono creare problemi nel processo di riciclo e generano cattivi odori. Vanno quindi nell’indifferenziato e non nella raccolta della carta.
  • La carta oleata (quella in cui sono avvolti salumi e formaggi) e la carta da forno non sono riciclabili e vanno nell’indifferenziato.
  • Gli scontrini fiscali o dei bancomat sono fatti con carte termiche che causano problemi nel riciclo e vanno conferiti nell’indifferenziato.
  • fazzoletti da naso sono composti di una carta anti-spappolo molto resistente e poco adatta al riciclo, vanno perciò nell’indifferenziato.
  • Tovaglioli e carta assorbente puliti possono essere recuperati nella carta; se sporchi possono essere buttati nell’umido purché non colorati  o imbevuti di detergenti, altrimenti nell’indifferenziato.
  • Controlla sempre le disposizioni del tuo Comune per effettuare al meglio la raccolta differenziata.

Ricorda: se smaltiti e recuperati correttamente i rifiuti possono costituire un’ottima risorsa!