Mobilità? Nuovo asfalto e cemento
Legittimo aspettarsi di più

12/03/2011

Una nuova colata di cemento e asfalto, con decine di nuove strade ad invadere le campagne attorno a Parma. Altro che la città compatta ed ecologica descritta nei depliant.

Questa è l'impressione più forte che Legambiente ricava dalla conferenza sulla nuova mobilità presentata stamattina dal Comune di Parma.

Dunque nessuna retromarcia sulle infrastrutture - rigorosamente stradali, quindi portatrici di traffico automobilistico - previste nella pianificazione delle passate Amministrazioni. E questo, ha giudizio di Legambiente, è un vulnus non da poco.

L'unica idea innovativa, uscita dal convegno, è la linea filotramviaria, dalla stazione al campus. Un'idea che Legambiente accoglie favorevolmente ma con due osservazioni non marginali:

1) solleva non poche preoccupazioni il fatto che, da quanto abbozzato nelle carte progettuali mostrate, sia considerato necessario costruire un nuovo asse stradale a sud, una sorta di via Langhirano bis, che distruggerà porzioni di verde non piccole a lato del torrente Parma. Speriamo che l'Amministrazione Comunale, su questo aspetto, non sia rigida ma aperta al confronto.

2) c'è il rammarico nel leggere che questa idea risale al 2001: inevitabile considerare quanto tempo sia stato perso per inseguire la metropolitana. In questo lasso di tempo il filo-tram sarebbe già stato in funzione.

Proprio dal fatto che il Comune potrà avvalersi di circa 70 milioni dai fondi ex-metropolitana era legittimo aspettarsi qualcosa di più in progettualità e innovazione.

Certo sono sensate e condivisibili le azioni di mobilità dolce, presentate nel convegno, o il progetto Zec per le auto elettriche (che peraltro è decisamente oneroso a fronte di risultati più di immagine che di sostanza) ma verrebbe da dire che siano l'evoluzione conseguente del sistema di mobilità già raggiunto a Parma. Riteniamo che per contrastare l'eccesso di auto e di inquinamento (obiettivo che ci vede concordi, naturalmente) occorra più coraggio, rinunciando a nuove strade e riducendo la superficie stradale per le auto e, ad esempio, ripristinando i varchi elettronici per la ztl alla domenica e, anzi, introdurli anche nelle sere di venerdì e sabato.

Legambiente poi non può fare a meno di notare come i tecnici dell'Assessorato alla Mobilità divulghino - e quindi lavorino - su cifre datate, ossia il 76% di traffico privato in città, l'11% su bici e il 13% su autobus. Cifre "smentite" da Infomobility, nel convegno, che attestano al 18% il trasporto pubblico, al 19% le biciclette e al 63% le automobili. Con una punta del 28% degli spostamenti su bici in città da parte dei residenti nel comune di Parma.

Specialmente l'ultimo è un dato estremamente interessante e dovrebbe indurre a rafforzare le strategie di tenere fuori dalla città il traffico pendolare, abituando chi viene da fuori all'intermodalità e rafforzando il trasporto su ferrovia.

Al proposito le ipotesi di un servizio ferroviario metropolitano sono lasciate ancora, appunto, al campo delle ipotesi, già note da almeno 20 anni.

 

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