Legambiente e Wwf: sul consumo di suolo cambia il paradigma

22/10/2011 - Comunicato stampa

Legambiente e WWF guardano con interesse e soddisfazione al convegno "La terra è infinita" organizzato dall'Ordine degli Architetti, venerdì 18 febbraio.

Il fatto che al centro delle riflessioni di tecnici e politici vi sia il confronto sulla riduzione del consumo di suolo è significativo ed annuncia un cambiamento di paradigma.

Questo dibattito che si apre è anche il frutto delle azioni di Legambiente e Wwf, del buon ambientalismo, condotto in maniera determinata ma gentile, con la forza delle idee e del dialogo.

Il tema si sta affermando e sta condizionando, finalmente, le politiche di gestione del territorio e la stesura dei nuovi Psc e delle loro varianti che vedono numerose Amministrazioni Comunali impegnate sul tema in questo biennio. Riusciremo ad avere una provincia a saldo zero?

Questa è la sfida che Legambiente e Wwf si pongono, consapevoli che il problema del consumo di territorio non sono tanto i nuovi quartieri residenziali, quanto il suolo che verrà destinato per nuove aree commerciali e produttive e per le infrastrutture.

Qualche domanda sul tavolo per andare sul concreto: serve davvero la via Emilia Bis sia est che a ovest di Parma? Il Cepim è sufficiente così o lo dobbiamo per forza raddoppiare? E allora per cosa si costruirebbero poli logistici a Parma e Fidenza?

I dati sulla perdita irreversibile di terreni liberi nella pianura parmense descrivono un fenomeno che prosegue ancora oggi a una velocità preoccupante. Non c'è tempo per troppe disquisizioni, altrimenti non potremo più parlare del suolo mincciato, ma resterà solo il suolo perduto. Prima di concentrarsi sul futuro serve un ripensamento rapido e deciso sugli strumenti urbanistici vigenti, che, se portati al totale compimento, rischiano di compromettere ulteriormente il nostro territorio.

Non faremo mancare la nostra voce, perché vogliamo ricordare - citando un dossier di Legambiente nazionale basato su dati Ispra - che il Comune di Parma è sul podio della classifica del consumo nel biennio 2005-2007, con 1,16 km2 di impermeabilizzazione di territorio all'anno, dietro Roma (3,36 km2) e Venezia (1,51 km2). Se invece si considera la percentuale di incremento di superficie impermeabilizzata - in parole semplici: cementificata - Parma è al primo posto con un incremento annuo del 2,62% dal 2005 al 2007, rispetto alla superficie totale del territorio comunale. Per tradurre le cifre in un immagine metaforica il consumo di 1,16 km2 equivale a 162 campi da calcio.

Altri dati, riferiti al periodo 1994-2003 e riguardanti tutta la provincia vedono Parma, con un ritmo di costruzione annuo di 9,3 metri quadrati per abitante, collocata al terzo posto tra tutte le province considerate dallo studio, dietro solo a Reggio Emilia, che con 12,5 detiene il non invidiabile record nazionale, e Mantova (11,3).

 

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