
A Lesignano Bagni una collina da salvare, una tangenziale da non fare
18/01/2010 - Comunicato stampa 
A Lesignano de' Bagni è in corso la progettazione di una tangenziale. Legambiente e l'Associazione Lesignano Futura si oppongono a tale intervento che avrebbe come unico effetto certo il deturpamento di una collina ancora intatta, di pregio naturalistico e paesaggistico.
Si tratta di un intervento di 1 milione di euro su cui, al di là dell'aspetto strettamente ambientale, le associazioni chiedono alle istituzioni competenti (Comune di Lesignano e Provincia di Parma) e a tutte le forze politiche (di maggioranza e opposizione) di promuovere un dibattito aperto per valutarne la reale utilità per il paese e gli abitanti.
Secondo Legambiente e Lesignano Futura si impone una riflessione che parta dalla crisi economica-finanziaria che sta inducendo ripensamenti sui concetti di sviluppo e stili di vita e su una diversa scala di priorità nelle opere pubbliche. Già in diversi casi si va verso un ridimensionamento, o perlomeno ad una sospensione, delle infrastrutture, dato il costo e l'impatto che provocano, rispetto alla loro effettiva utilità.
Ricordiamo che una tangenziale, solitamente, è fatta per deviare il traffico pesante dai centri storici. Già in questo senso a Lesignano l'opera risulta anomala poiché la maggior parte delle attività produttive da raggiungere sorgono a Mulazzano Ponte, frazione che è prospiciente al paese di Langhirano. Al proposito va ricordato che appena un anno fa è stata inaugurata la tangenziale di Pilastro, opera infrastrutturale che ha tagliato in due un territorio planiziale ancora integro, ma che può trovare una sua giustificazione nell'ampio numero di stabilimenti e attività produttive che sorgono in Val Parma.
La tangenziale di Lesignano, a meno di 5 km in linea d'aria dalla variante di Pilastro, risulterebbe un inutile doppione, con il rischio di travasare dalla strada provinciale Massese parte del traffico pesante, verso gli insediamenti industriali di Mulazzano Ponte e di Langhirano per alleggerire la SP Massese, peggiorando in tal modo la situazione complessiva dell'area.
Lesignano è un comune cresciuto enormemente passando, in vent'anni, da 2.850 (dato 1990) a 4.570 abitanti (nel 2009). Una crescita indotta da politiche urbanistiche miopi e disarmoniche, che, sviluppando l'urbanizzazione prevalentemente a Sud-Est del paese, non hanno dotato questi quartieri di un'adeguata viabiità che evitasse il passaggio attraverso il centro storico, con i conseguenti disagi che questo comporta. Tuttavia questi disagi vanno relativizzati e possono essere ampiamente mitigati con opportune regolamentazioni e facendo rispettare il divieto di transito, già in essere, ai mezzi pesanti. Accanto a queste misure Legambiente e Lesignano Futura propongono di riaprire i tavoli progettuali per valutare con rinnovata attenzione le possibilità di strade urbane (e non tangenziali) che sgravino da est la viabilità di accesso al paese.
Il progetto della tangenziale è errato nei presupposti urbanistici, superficiale nelle previsioni esecutive ed economiche, rischiosissimo per la fragilità idrogeologica del versante, sul quale insistono anche numerose abitazioni, e rovinerebbe definitivamente e irreversibilmente il già compromesso assetto paesaggistico, frutto dell’interazione secolare fra la natura dei luoghi e l’azione positiva delle attività umane.
Il danno economico che ne deriverebbe sarebbe la conseguenza di un generico ed obsoleto concetto di sviluppo, fermo agli anni ’60, e di una visione errata delle vocazioni del territorio di Lesignano, che non può certo diventare un distretto industriale, ma che dovrebbe invece valorizzare le bellezze naturali e puntare sullo sviluppo agricolo, residenziale e turistico.
