Le Osservazioni contrarie all’ampliamento dell’inceneritore di Iren

Le Osservazioni di Legambiente, WWF e ADA contrarie al potenziamento dell’inceneritore: sei punti concreti in opposizione alla richiesta di Iren

Legambiente, Wwf e Ada (associazione Donne Ambientaliste) hanno presentato congiuntamente, alla Provincia di Parma, il documento di Osservazioni al progetto di Iren di potenziamento dell’inceneritore di Parma, in base all’art. 35 dello Sbloccaitalia.  A questo link il documento integrale. Di seguito le osservazioni in sintesi.
Le osservazioni focalizzano sei punti concreti nei quali, a giudizio delle associazioni ambientaliste, la richiesta di Iren è deficitaria se non decisamente in contrasto con l’attuale AIA (Autorizzazione integrata ambientale) in vigore per il PAIP (polo ambientale integrato) di Ugozzolo e, di conseguenza, le tre associazioni chiedono alla Provincia di rigettare la proposta di Iren.
Il gruppo di lavoro che ha redatto le Osservazioni è stato coordinato da Maurizio Olivieri ed ha visto la partecipazione di: Rolando Cervi, Enrico Ottolini, Antonio Bodini, Ovidio Bussolati, Paolo Casalini, Pier Giuseppe Froldi, Nicola Nardomarino, Andrea Varacca, Mario Del Chicca, Francesco Dradi, Rosalba Lispi.

La prima osservazione è proprio sul tentativo di Iren di configurare come Non Sostanziale, la richiesta di ampliare l’autorizzazione da 130.000 a 195.000 tonnellate. In questo modo Iren eviterebbe di sottoporre a nuova Valutazione d’Impatto Ambientale l’impianto, considerando appunto Non Sostanziale, l’aumento di rifiuti da bruciare. Invece le tre associazioni considerano l’aumento del 50% di quantitativo di rifiuti una variazione sostanziale e, quindi, necessaria di un nuovo procedimento ad hoc.

Il secondo e terzo punto sono di natura tecnico-amministrativa ed evidenziano da un lato la mancanza dei decreti attuativi previsti dall’art. 35 SbloccaItalia, per individuare gli impianti esistenti, e dall’altro la difficoltà nell’applicare la classificazione R1 (impianto di recupero) all’impianto di Ugozzolo, che attualmente per il teleriscaldamento opera in regime di deroga.

La quarta osservazione evidenzia come cambiando l’oggetto dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) da quantitativo in tonnellate a Potere calorifico medio (PCl) diventi estremamente arduo controllare il rispetto dell’autorizzazione stessa, poiché come scrive la stessa Iren nella relazione tecnica «dovendosi prevedere l’esercizio dell’impianto in condizioni di saturazione delle proprie capacità,non sia definibile un quantitativo di rifiuti conferibili all’impianto essendo evidentemente lo stesso variabile in funzione delle intrinseche caratteristiche del rifiuto». Nei fatti la richiesta a 195.000 tonnellate è meramente indicativa, dipendendo dal potere calorifico di ogni singolo carico in arrivo all’impianto. Un elemento che renderebbe, a questo punto, necessario un controllo capillare su tutti i camion in entrata, un’eventualità non considerata dal proponente.
Rimane il punto fermo dell’autorizzazione vigente in tonnellaggi e non in potere calorifico, il che muta radicalmente l’oggetto dell’AIA.

Il quinto punto si concentra sulle emissioni di inquinanti in atmosfera, smentendo l’assunto di Iren che nulla cambierebbe. Le associazioni evidenziano come, pur in invarianza di portata dei fumi dal camino, si avrebbe un aumento dei volumi totali prodotti ed immessi in atmosfera. Inoltre c’è una pianificazione (Piano della qualità dell’aria regionale, Paes) che prevede una costante riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti.

Infine Legambiente, Wwf e Ada sottolineano nella sesta e ultima osservazione come vi sia una incompatibilità della richiesta di Iren con la pianificazione in materia di rifiuti ed energia. Pur nelle more dell’art. 35 dello SbloccaItalia la pianificazione vigente va tenuta in conto (e attualmente l’autorizzazione è solo per rifiuti prodotti in ambito provinciale) e, pur non ancora in vigore, non si può ignorare la programmazione in corso di definizione per l’ambito regionale e i sub-ambiti di area vasta.

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