Condono edilizio per il ponte nord, chiamiamo le cose col loro nome

La deroga per il ponte nord approvata dal Senato è un condono edilizio. Le cose vanno chiamate col loro nome e Legambiente prende atto con amarezza che l’unica soluzione trovata dalle Istituzioni è quella di un condono, a conferma che la scellerata, inutile e costosissima opera voluta dagli allora sindaci Ubaldi e Vignali, con fautore politico il progettista Guasti, non poteva essere costruita, stante la legge Galasso a tutela dei fiumi.

Purtroppo l’antico vizio italiano ritorna sempre: invece di far rispettare la legalità ci si arrabbatta per porre un rattoppo, si va in deroga per condonare. Dando ancora una volta il segnale che i furbi la fanno franca. Spiace che questa soluzione trovi concordi vari rappresentanti istituzionali, di diverso orientamento politico.

Il dispositivo di legge approvato dal Senato contempla inoltre nuovi costi a carico della pubblica amministrazione, poiché il ponte coperto così com’è non si presta ad essere vissuto tutto l’anno e, qualunque ente dovesse andarci, dovrà spendere somme ingenti che in via diretta, o indiretta tramite le tasse, sono a carico della collettività.

Legambiente ritiene, infine, che paragonare il ponte nord al Ponte Vecchio di Firenze e al ponte di Rialto a Venezia rappresenti l’agghiacciante livello culturale attuale.

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