Per la pista nella Parma un ettaro di cemento. I fondi (700.000 euro) sottratti alla Cittadella.

In vista della commissione consiliare dedicata al progetto di pista ciclopedonale sulla sponda sinistra del torrente Parma, che si terrà giovedì 14 marzo, Legambiente vuole rimarcare tre cose: 1) sarà cementificato circa 1 ettaro (10.000 mq) di terreno naturale, tra pista ciclo-pedonale lunga 2 km e nuove rampe di accesso. 2) 700.000 euro sono un costo notevole per la nostra città: tanto è vero che per avere questi soldi si accenderà un mutuo, ossia nuovo indebitamento. E, nei fatti, si stornano dalla riqualificazione della Cittadella. 3) il rischio legato alla sicurezza idraulica comporta la chiusura sette mesi l’anno con un evidente paradosso: la presenza della pista sarà motivo di maggiore proibizione nell’utilizzo della Parma. Lo sottolineiamo per chi oggi, in queste giornate tiepide, scende a passeggiare nella Parma: se si farà la pista ciclopedonale, l’accesso in febbraio e marzo sarà vietato. Non si potrà andare.

Prima di tutto crediamo sia necessario uscire dalle mistificazioni: non chiamiamolo parco. Le parole sono importanti: un Parco fluviale in quanto tale prevede la tutela ambientale integrale di una area che si considera minacciata e non la posa in alveo di una soletta di cemento che, a seconda di come viene descritta nello studio di fattibilità, verrà riempita di calcestre o di bitume colorato chiamato Superbeton, con pesante impermeabilizzazione di una area golenale, unitamente alla realizzazione di 4 accessi dal Lungoparma.

In secondo luogo c’è da chiedersi se 700.000 € (pari al 2% della reale possibilità di investimento del Comune in opere pubbliche) siano ben spesi. Intanto diciamo che i soldi non ci sono poiché, per averli, si accenderà un mutuo, si chiederà un prestito. Si indebiterà la città. La domanda spontanea è: non si potrebbero spendere meglio, per opere “ambientali”? Ce lo chiediamo apprendendo che dal Dup (piano opere pubbliche) sono stati cancellati la risistemazione del verde e dell’anello basso della Cittadella (500.000 €) e il rifacimento di piste ciclabili (345.000 €).
Inoltre a quanto pare nessun intervento si farà sui Giardini di S. Paolo, perennemente chiusi, e sul Parco Ducale, bisognosi di manutenzione.
Al proposito, per la pista ciclo-pedonale nella Parma la stima attendibile per la manutenzione è di un costo annuo di circa 50-60.000 euro per il ripristino dopo le piene (almeno due l’anno, dati statistici di Aipo). Il tutto per un’opera che sarà fruibile solo da maggio a settembre (5 mesi), chiusa per rischio idraulico nei restanti, chiusa per motivi di sicurezza pubblica dopo il tramonto, chiusa in caso di piene.

Il progetto che apparentemente favorisce la fruizione dell’ambiente, di fatto porterebbe ad un aumento dell’antropizzazione dell’alveo della Parma. Rimarchiamo l’importanza di un corridoio ecologico scampato alla bulimia cementizia degli anni Novanta-Duemila, del suo valore per la biodiversità, come isola verde nel mitigare il calore estivo in città, contrastando l’effetto del cambiamento climatico. Oggi, il Lungoparma è posto privilegiato di osservazione della fauna in libertà, unico in Italia. Negli anni, il greto del torrente Parma è diventato luogo di ospitalità per oltre 100 specie, tra le quali caprioli, lepri, aironi e numerosi altri uccelli, tra cui molte specie di interesse conservazionistico come il bellissimo martin pescatore. Purtroppo, un aumento della frequentazione umana nella ristretta area del greto della Parma e la presenza di una pista ciclabile causerebbero l’allontanamento della fauna selvatica e la perdita della vocazione naturalistica dell’area e del ruolo sociale, educativo ed ecologico che essa svolge.

Se l’intento dell’Amministrazione Comunale è di valorizzare l’ambiente fluviale, proponiamo di ripristinare l’area di riequilibrio ecologico che si trovava tra il ponte Stendhal e il Ponte Dattaro, estendendola sino a Ponte Caprazucca, per arrivare davanti alle scuole facendone una vera e propria oasi naturalistica didattica protetta.

Assemblea del circolo. Rinnovato il direttivo, assegnati Cigni d’oro e macchia nera

Battaglie ambientali e progetti sociali. All’insegna di questi due filoni si è svolta stamattina l’assemblea annuale del circolo Legambiente Parma. Il presidente Bruno Marchio ha sottolineato “l’apertura che da sempre caratterizza Legambiente verso le altre associazioni, con sinergie positive per vari progetti a partire dal laboratorio compiti alla ludoteca che ogni venerdì vedono la presenza di 40 bambini nella sede. Importante anche la collaborazione con il GUS per l’integrazione coi migranti rifugiati e i progetti con le scuole, da ultimo con il liceo Marconi, per la piantumazione di alberi e altre attività a favore della natura”. Continua a leggere

Da km grigio a oasi protetta, una possibile alternativa per la Parma

È una sinergia di associazioni, tra cui ADA (Associazione Donne Ambientaliste), ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), FIAB-Parma (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), Fruttorti, Italia Nostra, Legambiente Parma, Manifattura Urbana, Parma Etica, Sodales e WWF ad esprimere forti riserve sul progetto promosso dal Comune di Parma, denominato “Parco fluviale del torrente Parma”. Continua a leggere

Il Comune sospende i permessi 287 giorni dopo la prima richiesta degli ambientalisti

I lavori vanno fermati a meno di chiudere l’aeroporto, e comunque in autotutela dell’ente”. Lo scrivevamo nel dossier “Le relazioni pericolose tra Aeroporto e Mall” il 18 aprile 2018. Il Comune di Parma si è deciso 287 giorni dopo a sospendere in autotutela, con determina dirigenziale del 30/01/2019, ogni permesso a costruire o segnalazione di inizio attività (SCIA) nelle aree di tutela dell’aeroporto, fino ad approvazione del nuovo piano di rischio aeroportuale. Continua a leggere

Il Comune di Parma dà ragione a Legambiente nel merito tecnico sulle Osservazioni all’aeroporto

Il Comune di Parma dà ragione a Legambiente ed è già una notizia. Stiamo parlando delle Osservazioni alla VIA per l’ampliamento dell’aeroporto, da ieri liberamente consultabili sul sito del Ministero dell’Ambiente.

In molti punti i rilievi avanzati dai tecnici del Comune coincidono con quelli evidenziati da Legambiente. Questo significa preliminarmente due cose: la prima è che il lavoro svolto da Legambiente, WWF, ADA, cittadini di Baganzola ed esperti, è stato di alto livello. La seconda è che tale analisi e deduzioni sono oggettive, scientifiche e non pretestuose. Continua a leggere

“Volontari x Natura” azione di citizen science per monitorare lo smog

Da domani fino a giovedì tornano le misure emergenziali anti smog. L’aria nella nostra città è sempre più irrespirabile. A darne una fotografia immediata e tragica è “Mal’Aria”, il rapporto annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane che ha certificato come Parma abbia superato i limiti combinati di polveri sottili e ozono per 112 giorni nel 2018. E in questo 2019 sono già 11 i giorni di sforamento.

In questo contesto parte il progetto “VOLONTARI X NATURA”, promosso da Legambiente Emilia-Romagna. Un’azione sperimentale di citizen science, in cui i cittadini vengono chiamati al monitoraggio dell’aria su tutta la Regione. Verranno tenuti d’occhio fonti e livelli di inquinamento ed i flussi di traffico automobilistico nelle città di Parma, Modena, Bologna e Ravenna. Continua a leggere

Legambiente ribadisce: l’ARE è stata cancellata. Appurare lo stato dei fatti

Legambiente , a seguito dei comunicati di Aipo e Comune di Parma, ritiene utile tornare sulla questione della devastazione compiuta da Aipo sulla sponda destra del torrente Parma tra ponte Stendhal e ponte Dattaro, con la connivenza del Comune di Parma, per ribadire come tale zona non sia più classificata Area di Riequilibrio Ecologico (ARE). Continua a leggere

Devastata la Ex Area di Riequilibrio Ecologico nel Torrente Parma

Per ignoranza e ignavia un’altra devastazione ambientale è stata compiuta in città, nel torrente Parma, sulla sponda destra tra il ponte Stendhal e il ponte Dattaro. Quella che era l’Area di Riequilibrio Ecologico non esiste più, caduta sotto i colpi delle ruspe di Aipo con la connivenza del Comune di Parma. Sotto il profilo etico possiamo parlare di crimine ambientale. 
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Legambiente, WWF e ADA chiedono il diniego della VIA per l’aeroporto. Ampio sostegno popolare alle 12 Osservazioni

Legambiente e WWF e ADA – Associazione Donne Ambientaliste hanno inviato 12 Osservazioni all’ampliamento della pista dell’aeroporto Verdi alla Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente.

Le associazioni chiedono il diniego alla concessione della Valutazione d’Impatto ambientale per il pesante carico inquinante che si determinerebbe sul territorio, non suffragato a dovere da adeguate contromisure, in alcuni casi impossibili da attuare essendo l’abitato di Baganzola prossimo alla pista aeroportuale. Inoltre la documentazione è parsa carente e contraddittoria, non rispondendo alle aspettative di esaustività delle informazioni necessarie.

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